Bhutan e Valle di Kathmandu

IN OCCASIONE DEL THIMPHU TSHECHU

Bhutan e Valle di Kathmandu

Project Description

dal 16 al 26 settembre 2018
11 giorni, 9 notti

In pensione completa, con accompagnatore dall’Italia

Paese buddista, situato sull’Himalaya Orientale, il Bhutan vi colpirà con il suo fascino da “vecchio mondo”, la sua fiorente cultura tradizionale e la sua naturale bellezza. E’ un paese con grandi e impenetrabili Dzongs e templi, avvolto nelle leggende, alcune risalenti al VII secolo. E’ stato per secoli chiuso al mondo esterno e la vita al di fuori della capitale sembra davvero come era un tempo. In più questo regno montano scarsamente popolato vanta alcuni degli scenari più spettacolari che potrete mai sperare di trovare. Molte delle montagne dell’Himalaya Orientale raggiungono altezze fra i 6000 e i 7000 metri. Fitte foreste primarie incontaminate con villaggi e fattorie abbarbicati ai lati delle montagne presentano scene di un modo di vivere semplice in completa armonia con la natura con una popolazione il cui stile di vita è immerso nella cultura e nella tradizione. Perla incastonata fra Cina, Nepal, Bangladesh e India con solo 700.000 abitanti (il 70% dei quali dediti all’agricoltura), il Bhutan fu indicato nel 2006 da “Business Week” come il paese più felice in Asia. Qui hanno tentato di definire uno standard di vita improntato alla filosofia della Felicità Interna Lorda (in lingua inglese GNH Gross National Happiness). Così la qualità della vita si misura a prescindere dal prodotto interno lordo (in lingua inglese GNP Gross National Product), una verità quasi dogmatica che per la prima volta è stata messa sistematicamente in discussione: infatti nell’analisi dello sviluppo economico, i responsabili politici del Bhutan tengono conto dell’equità sociale nel rispetto per tutti gli esseri viventi, della natura, della tradizione culturale, della partecipazione della comunità e della necessità di equilibrio tra il lavoro, il sonno e la riflessione o la meditazione. Secondo questa pragmatica indicazione, il Bhutan ha tracciato con successo una linea di demarcazione fra le forze contrapposte della modernizzazione e dell’ambientalismo. In ossequio al profondo rispetto che la popolazione bhutanese nutre nei confronti della natura, il Regno è uno dei paesi leader nella preservazione dell’ambiente e biodiversità. “Il dogma della illimitata produttività e crescita e’ ingiusto e insostenibile per le generazioni future” secondo quanto affermato dal capo del governo, quindi ad obiettivi meramente economici viene sostituita quella che oggi si potrebbe definire una responsabilità sociale o, meglio, una sostenibilità di stato. Più del 70% del territorio è ancora ricoperto da foreste. La sua ricca flora e fauna himalayana, gli stupefacenti picchi imbiancati e le rigogliose vallate verdi conferiscono al Bhutan una incommensurabile grandezza estetica. Anche i viaggiatori più navigati considereranno il Bhutan una rivelazione. L’aria è pulita e priva di ogni inquinamento, le montagne maestose e l’architettura incutono soggezione. Finora hanno evitato il turismo di massa adottando una politica basata sui piccoli numeri e sui grandi incassi. Il turismo e’ concesso solo nella misura in cui è ecologico, sostenibile e non invasivo nei confronti della cultura tradizionale delle popolazioni locali: sono permessi circa 25mila visitatori all’anno che devono spendere almeno 250 dollari al giorno, con un 37% di tassa che va direttamente allo stato per l’assistenza sanitaria. Inoltre è proibito scalare le montagne. Il Bhutan condivide molti aspetti culturali con il Tibet, tra questi la religione buddhista, più esattamente la scuola kagyu con uno spiccato accento tantrico e la medicina tradizionale tibetana. E’ un paese molto particolare e unico in quanto è l’ultimo paese del mondo dove il buddismo vajrayana è la religione di stato e di fatto la sola praticata dagli abitanti. Il buddhismo non è solo una religione ma una filosofia pratica che impronta lo stile di vita e crea un’atmosfera nel paese che può ben essere definita di aperta cordialità e amichevolezza. La vita sembra essersi fermata a mille anni fa. Il Bhutan ospita oltre 500 monasteri, oltre 140 Lama reincarnati, circa 800 monasteri di villaggio e altri 500 templi. Gli dzong sono tipiche costruzioni con funzione di centro religioso, militare, burocratico e amministrativo; in quello di Paro è stato filmato “Il piccolo budda” di Bertolucci.

Durante tutto l’anno molti festival religiosi (tshechu) hanno luogo nei templi e nei monasteri del Bhutan. Consistono tutti di danze (cham) eseguite da monaci e laici che indossano maschere coloratissime. Questi festival hanno molto successo tra la popolazione: è importante per ogni cittadino bhutanese partecipare a queste danze mascherate per prepararsi a riconoscere gli spiriti dell’altro mondo quando si muore. Sono tenuti in onore di Guru Padmasanbhava, il santo che introdusse il buddhismo nell’8° secolo e sono il modo migliore di sperimentare i colori, la passione ed il vibrante coinvolgimento. E’ l’occasione per i contadini di staccare dal duro lavoro dei campi, socializzare, fare mercato e partecipare alla miriade di eventi, ai giochi di abilità, alle fiere e dopo i tshechu aumenta il numero dei matrimoni. Non sono assolutamente feste perdutesi col tempo e appositamente ricreate per noi turisti, ma autentiche manifestazioni organizzate soprattutto per i bhutanesi che vi partecipano numerosi. In questo viaggio avremo modo di partecipare al più spirituale e importante Tshechu, quello della capitale Thimphu. Il governo del Bhutan ricorda ai visitatori che entrando nel paese non si recano in un museo ma si avvicinano ad un’antica cultura tuttora vivente; i luoghi più interessanti quali monasteri, mercati, manifestazioni e festivals non offrono rappresentazioni orchestrate ma aspetti integrali della vita di ogni giorno che oltre ad attenzione meritano riguardo e rispetto.

TASHI DELEK!

“Tashi delek!” è il saluto Tibetano consueto, che può essere tradotto “Che la buona sorte ricada su di voi portandovi pace e serenità”

Informazioni

Quota base€ 3600
Supplemento singola€ 400
CAMBIO APPLICATO (02/01/2018):
Euro-Dollaro 1,20

Gruppo di minimo 15 partecipanti. Eventuali adeguamenti valutari potranno essere applicati 20 giorni prima della partenza. La parte quotata in dollari corrisponde al 70% del totale.

La quota comprende

  • volo di linea TURKISH Venezia / Istanbul / Kathmandu / Istanbul / Venezia, inclusa franchigia bagaglio 20 Kg;

  • tasse aeroportuali (ad oggi 306 €);

  • assistenza in aeroporto (arrivo/partenza);

  • trasferimenti aeroporto/hotel/aeroporto;

  • trasferimenti, visite ed escursioni come da programma con pullman riservato A/C in Nepal e con Toyota Coaster Bus da 19 posti per tutto il tour in Bhutan;

  • 9 pernottamenti negli hotel indicati con sistemazione in camera doppia;

  • trattamento di pensione completa;

  • guida parlante italiano in Nepal e in inglese in Bhutan;

  • accompagnatore DOIT VIAGGI dall’Italia esperto della destinazione e in grado di tradurre le spiegazioni della guida locale;

  • entrate ai siti indicati nel programma;

  • visto per il Bhutan;

  • assicurazione medico bagaglio.

La quota non comprende

  • permessi per fotografare, da pagare in loco;

  • bevande, mance (saranno raccolti € 50 dall’accompagnatore in loco) extra personali e quanto non indicato alla voce “la quota comprende”;

  • assicurazione contro l’annullamento € 150.

Condizioni e polizze

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Itinerario dettagliato

1° giorno: domenica 16 settembre
PADOVA – ISTANBUL

Partenza da Padova in pullman riservato per l’aeroporto di Venezia. Disbrigo delle formalità doganali ed imbarco sul volo di linea Turkish Airlines TK 1872 alle ore 14:15. Arrivo a Istanbul alle 17:40. Proseguimento con volo di linea Turkish Airlines TK 726 alle ore 20:30.

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2° giorno: lunedì 17 settembre
ISTANBUL – KATHMANDU – BHAKTAPUR

Arrivo all’aeroporto internazionale di Kathmandu alle ore 06:20, incontro con la guida, trasferimento e sistemazione all’Hotel Yak & Yeti Heritage Deluxe Room 5*. Visita di Pashupatinath. E’ un complesso di templi induisti edificato sulle rive del fiume sacro Baghmati. Alla mattina è possibile assistere alle cerimonie di cremazione dei defunti; si tratta di situazioni piuttosto “forti”, ma di notevole fascino. Il secondo tempio Bodnath è il più importante tempio buddhista di Kathmandu, meta di pellegrinaggio di moltissimi monaci e profughi tibetani. Pranzo. Nel pomeriggio visita del centro storico della capitale: Durbar Square, l’antico quartiere della residenza reale, Kasthamandap, il Palazzo Reale Hanuman Dokha; la Casa-Tempio della Kumari, la “Dea Vivente”; il Tempio di Mahadev e Parvati. Cena e pernottamento in Hotel.

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3° giorno: martedì 18 settembre
KATHMANDU – PARO – THIMPHU (2320 m.)

Trasferimento in aeroporto per il volo KB 401 in partenza da Katmandu alle ore 13:25. Il volo Druk Air da Kathmandu a Paro offre uno dei panorami himalayani più spettacolari rispetto a qualunque altro volo di linea. Usciti dalla vallata di Kathmandu, si potranno vedere una serie ininterrotta di vette, Everest, Makalu, Kangchenjunga, Shisha Pangma, Nuptse e la splendida cima innevata del Chomolhari (7.314 m), la montagna sacra del Bhutan. Arrivo a Paro alle ore 14:45, disbrigo delle formalità doganali, incontro con il corrispondente locale e partenza in direzione Thimphu che dista da Paro 59 km e richiede circa 2 ore. La capitale è situata in una larga vallata attraversata dal fiume Wang Chu. Sulla strada prima di raggiungere Chunzom alla confluenza dei fiumi Paro e Thimphu ci si ferma al monastero Tachogang, “il tempio del cavallo eccellente” costruito dal Gyalpo Thangthong, costruttore di 58 ponti sospesi con catene di ferro fra Tibet e Bhutan, alcuni dei quali ancora in uso. Arrivando nel distretto della capitale, si possono osservare tre tipi di chorten nei diversi stili, nepalese, tibetano e butanese. Sono stati posizionati qui per tenere lontani i sortilegi nefasti, perché secondo la tradizione l’unione di due fiumi è considerata nefasta. Si tratta di monumenti buddhisti, la cui funzione principale è quella di conservare reliquie. Il termine deriva dal sanscrito (in tibetano Chorten) che letteralmente significa “fondamento dell’offerta” ed è il simbolo della mente illuminata (la mente risvegliata, divinità universale) e del percorso per il suo raggiungimento. Se si usano soltanto due parole, la migliore definizione di stupa è “monumento spirituale”. A livello simbolico, lo stupa rappresenta il corpo di Buddha, la sua parola e la sua mente che mostrano il sentiero dell’illuminazione. Arrivo all’Hotel Pedling, assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento.

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4° giorno: mercoledì 19 settembre
THIMPHU TSHECHU

Dopo colazione, intera giornata dedicata al festival di Thimphu. Il Thimphu Tshechu è il più famoso festival religioso e offre l’opportunità di vedere mescolandosi ad essi i bhutanesi con i loro abbigliamenti più belli e con i gioielli più preziosi, in un grande momento di festa dopo un anno di duro lavoro nei campi. E’ stato introdotto nel 1687 durante il regno del quarto Desi, Tenzin Rabgye. Il Tshechu è una festa in onore di Guru Padmasambhava, “colui che è nato dal fiore di loto”. Il santo indiano ha contribuito enormemente alla diffusione del buddhismo tantrico nella regione himalayana del Tibet, Nepal e Bhutan intorno al 800 dC. Egli è il fondatore della Nyingmapa, la “vecchia scuola” del lamaismo, che ancora oggi ha un ampio seguito. La biografia del Guru è caratterizzata da 12 episodi sul modello della vita del Buddha Shakyamuni. Queste grandi azioni sono commemorate nel corso di un anno il 10° giorno del mese nel “Tshechu”. Le date e la durata delle feste variano da un distretto all’altro, ma hanno sempre luogo il giorno 10 del mese secondo il calendario bhutanese. Non sono solo delle cerimonie formali, ma un’occasione per ritrovarsi, stare insieme e fare conoscenza godendo di un atteso momento di gioiosa convivialità. Accompagnati dal suono di cembali e trombe i monaci, vestiti con variopinti abiti di broccato e con elaborate maschere di legno sul viso rimaste invariate nei secoli, eseguono i Cham, complesse e spettacolari danze, riti religiosi ed esorcistici, nella piazza a fianco del Tashichhodzong, il cuore pulsante del Paese dove si trovano la sala del trono, gli uffici dei ministri, il più grande monastero della nazione e la sede estiva di sua santità Je Khempo, l’abate dei Drukpakagyu bhutanesi, massima autorità religiosa del paese. L’origine della maggior parte delle danze risale al periodo medievale e ognuna ha un significato religioso rappresentato dai monaci e dagli abitanti dei villaggi. Nel Cham occorre superare la normale percezione cui la nostra mente razionale ci relega per immergersi in mondi immaginari in cui spirito, emozioni e pensiero si fondono. In un vortice di colori, suoni e di intenso folclore, gli dei e i demoni della mitologia buddhista ritornano a vivere. I festeggiamenti sono ravvivati dalla presenza degli Atsaras, i giullari, che intrattengono il pubblico con le loro burle. Il Tshechu è una festa religiosa e frequentando esso, si ritiene si guadagnino meriti.

Dopo il pranzo in un ristorante locale, ci si reca a Simtokha, cinque miglia fuori Thimphu. Qui si incontra il primo Dzong costruito nel 1627 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. Ora ospita l’istituto di studi linguistici e culturali. Si raggiunge Sangiay Gang da dove si può godere di una veduta a volo d’uccello della vallata con una sosta al mini zoo per vedere l’animale nazionale “takin”. Racconta la leggenda che, nell’VIII secolo, Guru Rimpoche arrivando in queste terre, chiese come pranzo una capra e uno yak. Dopo essersi saziato, unì lo scheletro della testa della capra allo scheletro del corpo dello yak dando così origine a una nuova specie di animale: il takin appunto. Ci si reca infine al Buddha Point di Kuensel Phodrang dove è stata da poco ultimata la statua di Buddha più grande del mondo e da dove si ha una vista panoramica di Thimphu. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

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5° giorno: giovedì 20 settembre
THIMPHU 

Dopo colazione si visita il Memorial National Chorten ideato dal terzo Druk Gyalpo Jigme Dorji Wangchuk come un monumento alla pace nel mondo e alla prosperità. Completato nel 1974 dopo la sua prematura scomparsa su iniziativa della Regina Madre Ashi Phuntsho Choden Wangchuk, è un memoriale sia per il defunto Re, padre del Bhutan moderno, e un monumento alla pace nel mondo. E’ il luogo religioso maggiormente frequentato dai locali, al centro della città. Ci vanno per pregare, far girare le ruote-preghiera, rivolgere suppliche di grazie verso un altare al centro dell’edificio. E’ una grande struttura costruita in memoria del terzo re. Colore dominante è il bianco arricchito da particolari dorati come l’alto pinnacolo. Altari, statue, dipinti, sculture tantriche presentano un pantheon buddista elaborato e complesso in cui deità positive e negative, protettrici e punitrici si mescolano. Il risultato è un “folclore religioso” e una “fede” in cui il bene e il male si sovrappongono e mescolano. Siamo al secondo giorno del più importante momento di festa della capitale. Avremo modo di assistere ad altri cham e al clima festivo attorno al Tashichhodzong. Pranzo in un ristorante locale. Nel pomeriggio ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. E’ simile ad una fortezza, come del resto altri edifici religiosi bhutanesi. Costruito a sud est della città su un crinale che ne rende più interessante la visita, fu costruito nel XII secolo da Nyima, figlio del lama tibetano Phajo Drugom Shigpo. Include pure un seminario ed è una struttura notevole, ricca di particolari artistici e architettonici. Da notare le mura impregnate del tempo passato, in cui sono inserite delle nicchie con numerosissime ruote preghiera protette da sporgenze in legno gradevolmente intarsiate. Quindi visita al convento delle monache Drubthob Gompa che hanno un ruolo importante negli affari religiosi delle comunità locali. Con una camminata si raggiunge infine la Scuola Monastica di Dechenphodrang. Segue la visita alla Fabbrica della carta. L’arte della carta fatta a mano è vecchia di 8 secoli, sebbene l’uso fosse limitato principalmente a scopi religiosi. Infine si visita il mercato del fine settimana che si estende su entrambe le sponde del Wang Chhu, appena a nord dello Stadio Changlimithang. I venditori provengono da tutta la regione e rimangono fino alla domenica sera. Sulla riva occidentale ci sono anche bancarelle con prodotti artigianali. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

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6° giorno: venerdì 21 settembre
THIMPHU – PUNAKHA (1220 m.)

Dopo colazione si parte quindi per Punakha. Per raggiungerla occorrono tre ore. Dopo 45 minuti si arriva al passo Dochula a 3140 metri. Se la giornata è limpida si ha una vista spettacolare della parte occidentale della catena himalaiana: Masang Gang (7194 m), Tsendav Gang (6994 m), Teri Gang (7304 m), Jejekangphu Gang (7190), Zongphu Gang (7094 m), una montagna isolata che domina la regione di Lunana ed infine Gankar Punsum, la cima più alta del Bhutan con 7564 m. Il passo è punteggiato da numerose bandiere di preghiera, da 108 chorten e da piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. 108 è un numero assai caro ai buddisti, 108 sono le preghiere scritte nei rotoli di carta contenuti nelle ruote-preghiera, e 108 sono anche le bandiere-preghiere dedicate ai defunti. Si ridiscende attraverso la foresta di rododendri e magnolie fino alla fertile valle di Lobesa dopo aver attraversato i villaggi di Lumitsawa e Thinleygang. Con gli ultimi venti minuti di guida si raggiunge Punakha. Pranzo in un ristorante locale. Con una piacevole passeggiata attraversando il villaggio e le risaie si visita il monastero Chimi Lhakhang, il “tempio della fertilità” costruito nel 15° secolo dal Lama Drukpa Kuenley più conosciuto come l’”illuminato pazzo”, il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. I Bhutanesi visitano questo monastero costruito per dominare i demoni locali ed è un pellegrinaggio particolarmente frequentato dalle donne per gli influssi positivi sulla fertilità: le coppie, anche straniere, che non riescono ad avere figli e chiedono con fiducia la grazia, vengono quasi sempre esaudite. Sistemazione presso l’Hotel Zangdopelhri a circa 5 Km. da Punakha. Cena e pernottamento.

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7° giorno: sabato 22 settembre
PUNAKHA

Dopo colazione, ci si reca a visitare il chorten Khamsum Yulley Namgyel situato sulla cima di una collina da cui si ha una splendida vista della valle di Punakha. Lo si raggiunge camminando per circa un’ora fra le risaie a terrazza. Successivamente si visita lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante, il secondo costruito nel paese, nel 1637 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal, idealmente collocato alla confluenza fra i due fiumi Pho Chu (maschio) e Mo Mo Chu (femmina), meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle. Nonostante i danni provocati da numerosi incendi e da un forte terremoto, lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, danneggiato da una recente inondazione causata dalla tracimazione di un lago di origine glaciale. La torre centrale, l’utse, è alta sei piani. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. Pranzo in ristorante. Ci si reca poi all’Università Nalanda conosciuta localmente come Daley Goenpa, fondata nel 1754 da Gelwang Shaja Rinchen Rimpoche, la reincarnazione di Rechungpa. Il luogo è considerato molto sacro e i bhutanesi cercano di visitarla almeno una volta ed è inoltre fuori dai circuiti turistici comuni. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

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8° giorno: domenica 23 settembre
PUNAKHA – PARO (2280 m.)

Dopo colazione si parte per rientrare a Paro dove si alloggia all’Hotel Tashi Namgay Resort. Pranzo in ristorante. Visita del Ta Dzong, una antica torre dell’orologio, che è ora dimora del Museo Nazionale. Sotto al Museo si trova il Paro Rinpung Dzong, il centro dell’autorità civile e religiosa dell’intera vallata di Paro, probabilmente il miglior esempio esistente di architettura bhutanese. Fu costruito nel 1646 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal come fortezza per difendersi dalle incursioni. Una breve camminata ci porta alla base del Tempio attraverso un tradizionale ponte a campate coperto che attraversa il Paro Chu ed è chiamato Nemi Zam. Cena e pernottamento.

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9° giorno: lunedì 24 settembre
PARO

Dopo colazione è prevista la visita allo spettacolare monastero Taktsang, “il nido della tigre”, divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese. Ci si dirige a nord della valle di Paro fino a Ramthangkha, da dove a 2600 m. ha inizio l’escursione al monastero. Il sentiero si arrampica attraverso una bella foresta di pini costellata di svolazzanti bandiere di preghiera fino a 3095 m. Grazie ad uno speciale permesso sarà possibile visitare il monastero. La leggenda vuole che Guru Padmasanbhava, il fondatore del buddhismo, abbia volato dallo Dzong di Singye a Lhuentse nel Bumthang orientale su una tigre, portando gli insegnamenti buddhisti e abbia meditato nelle grotte. Ed è da qui che ha diffuso il Buddhismo Vajrayana come profetizzato da Buddha quando raggiunse il nirvana. Questo è uno dei più sacri e venerati fra i siti buddhisti nel mondo. Fu visitato nel 1646 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal. Ogni bhutanese dovrebbe salirci almeno una volta nella vita. Dopo la visita si scende alla caffetteria di Taktsang per il pranzo. Nel pomeriggio ci si reca a nord di Paro per visitare Kyichu Lhakhang, una coppia di templi. Il primo è uno dei più vecchi e più sacri monasteri risalente al periodo dell’introduzione del buddhismo nell’ottavo secolo la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo allo scopo di immobilizzare il piede sinistro della diavolessa che cercava di impedire la diffusione del buddhismo, mentre il secondo fu fatto costruire nel 1968 dalla Regina Madre Ashi Kesang Choeden Wangchuck. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

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10° giorno: martedì 25 settembre
PARO – KATHMANDU

Il volo KB 400 parte alle 11:40 per Kathmandu con arrivo alle 12:25 (gli orari possono però variare e vengono confermati a Paro). Trasferimento all’Hotel Yak & Yeti 5*. Intera giornata dedicata alla Valle di Kathmandu. Pranzo in ristorante. Dopo pranzo escursione a Swayambunath, la collina sacra dalla quale, racconta la leggenda, ha avuto origine la valle di Kathmandu. Saliamo i 360 gradini fra le bandierine di preghiera e i pellegrini per raggiungere l’antico stupa con gli occhi compassionevoli di Buddha. Si visitano dei villaggi tradizionali Newari di Khokana e Patan, la “città della bellezza”, antica capitale del regno, dove la maestria degli artisti newari raggiunge il massimo splendore, nell’architettura dei templi, delle case, delle piazze. Rientro a Kathmandu. Cena e pernottamento in hotel.

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11° giorno: mercoledì 26 settembre
KATHMANDU – PADOVA

Trasferimento in tempo utile in aeroporto per il volo di rientro. Partenza con il volo TK 727 delle ore 07:35 con arrivo a Istanbul alle ore 12:55. Partenza con il volo TK 1869 alle ore 18:00 e arrivo a Venezia alle ore 19:25. Rientro in pullman riservato a Padova.

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