VIAGGI DI GRUPPO DOIT BEST ITALIA

Venezia

In navigazione tra le isole della laguna

VENEZIA

IN NAVIGAZIONE TRA LE ISOLE DELLA LAGUNA

Data: venerdì 25 settembre 2020
Gita di gruppo con accompagnatore e guida specializzata

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ITINERARIO

Ore 08:00 Partenza con pullman riservato da Padova per Fusina.

Ore 09:00 Imbarco sulla motonave riservata e partenza in direzione di Mazzorbo, durante la navigazione panoramica del canale della Giudecca e del bacino San Marco.

Ore 09:50 Arrivo a Mazzorbo, passeggiata in compagnia della nostra guida e visita della chiesa.

Mazzorbo è un’isola che si trova ad est di Burano, a cui è collegata da un ponte in legno chiamato dagli abitanti “Ponte Longo” (ponte lungo). Considerata quasi un’appendice di Burano, spesso viene a torto ignorata dai turisti attratti dalla coloratissima isola e dalle sue vicine Torcello e San Francesco del Deserto. Dalla forma lunga e stretta è caratterizzata dalla presenza di varie aree coltivate: conosciutissime in tutta la zona sono le “castraure di Mazzorbo”, cioè il primo frutto della pianta dei carciofi, il cui sapore, già di per sé amarognolo, viene esaltato dalla salsedine di cui è impregnato il terreno di quest’isola. Un’altra importante tradizione dell’isola è quella del vino. Qui sull’isola la Tenuta Venissa è famosa per il suo vigneto di uva Dorona, un’uva autoctona veneziana recuperata dalla famiglia Bisol. All’interno della tenuta si trovano anche nove orti coltivati dagli anziani locali, che riforniscono l’Osteria Contemporanea e il Ristorante Venissa, premiato dalla guida Michelin con la stella. Anticamente denominata Maiurbium (dal latino Magna Urbs cioè “Città Maggiore”) ebbe un importante ruolo commerciale. Fondata anch’essa inseguito alla fuga degli abitanti dall’entroterra a causa delle invasioni barbariche (640 d.C. ca), godette della vicinanza di Torcello, a quel tempo detta “emporion mega” (grande emporio) della laguna. Era sede di ricchi palazzi e numerose chiese suddivise in ben cinque parrocchie: San Pietro (duomo), Sant’Angelo, Santo Stefano, San Bartolomeo, Santi Cosma e Damiano. Diversi erano anche i monasteri, grossi complessi che provvedevano all’educazione dei figli di nobili e patrizi veneziani, tra cui si ricordano Sant’Eufemia, Santa Maria Valverde, San Maffio, Santa Maria delle Grazie, Santa Caterina. Queste strutture furono altresì custodi di opere di grandi artisti dell’epoca come Paolo Veronesi. Mazzorbo raggiunse il suo massimo splendore nel X secolo, ma dopo il Mille, come del resto la grande Torcello, fu eclissata dalla vicina Venezia, divenendo un’isola “campestre”: tuttavia non venne relegata alle sole attività agricole, bensì continuò ad essere luogo di svago per i patrizi veneziani. Dell’antica gloria non rimane pressochè nulla, eccetto alcune case in stile gotico affacciate sul canale principale e la Chiesa di Santa Caterina, eretta tra il 1283 e il 1291 in stile gotico-romano. Nel suo campanile viene tutt’oggi ospitata quella che è la campana più antica della laguna di Venezia, datata 1318.

Ore 11:15 Da Mazzorbo a piedi si raggiunge la vicina Burano. Passeggiata tra le calli dell’isola.

Famosa per le sue case colorate e per la raffinata lavorazione del merletto ad ago, è un luogo fuori del tempo dove è ancora possibile godersi l’autenticità dei suoi abitanti che hanno mantenuto le tradizioni e la semplicità di un popolo di pescatori. Una leggenda narra che la tradizione di dipingere le case con i vivaci e caratteristici colori serviva ai buranelli, al ritorno dalle lunghe assenze, per riconoscere la propria anche da lontano. Un’altra ipotesi suggerisce che ogni colore sarebbe semplicemente il simbolo di una determinata famiglia, visto che ancor oggi a Burano vi sono pochi ma molto diffusi cognomi. Per questo motivo a Burano, come in altri luoghi del Veneto, si utilizzano dei soprannomi aggiunti al cognome per distinguere un ramo familiare dall’altro. Anche l’arte del merletto ha origini lontane e ‘mitiche’. Sarebbe il dono che la regina delle Sirene, tessendo la spuma del mare, offrì ad un giovane pescatore ammirata dalla sua virtù. Il suo nome deriverebbe da Boreana, uno dei quartieri della città romana di Altino, o forse una delle sue porte (quella posta a Nord-Est, da dove giungeva la bora). Burano fu infatti fondata, come le altre isole vicine, dagli abitanti di questo centro stabilitisi in laguna per sfuggire alle invasioni barbariche, in particolare agli Unni di Attila e ai Longobardi. Le prime abitazioni erano poste su palafitte con le pareti fatte di canne e fango e solo a partire dall’anno Mille furono costruite case in mattoni. Burano poteva godere anche di un clima mite e salubre grazie ad una certa ventilazione che allontanava la malaria. Il governo locale, di tipo comunale, cadde ben presto sotto l’orbita di Venezia a cui rimase sempre legata. Il cuore del paese è Piazza Baldassare Galuppi, realizzata interrando un canale, sulla quale si affaccia l’unica chiesa di San Martino, famoso il suo campanile, caratterizzato da una forte pendenza dovuta al parziale cedimento dei suoi basamenti, fondati, come alcune parti di Venezia, su palafitte. All’interno di pregevole fattura la Crocifissione del Tiepolo (1725).

Sosta per il pranzo in trattoria.

MENU
Pennette alla Marinara
Frittura con Insalata mista
Torta della casa
½ acqua e ¼ vino

Ore 14:30 Dopo pranzo si riprende la navigazione per l’Isola di San Francesco del Deserto.

Ore 15:00 arrivo a San Francesco del Deserto e visita.

L’isola di San Francesco del Deserto si trova di fronte a S. Erasmo e a sud di Burano. Le origini dell’eremo che ancora oggi è possibile visitare risalgono ad un ipotetico viaggio di San Francesco d’Assisi: sembra infatti che il Santo sia approdato nel 1220 su quest’isola, di ritorno dall’Egitto. Francesco, assieme ad un anonimo compagno, furono accolti dal festoso canto delle rondini. Di certo, si sa che nel 1233, l’isola venne donata all’Ordine dei Francescani da Jacopo Michiel che vi aveva fatto costruire una chiesa dedicata al Santo. In seguito fu costruito anche il convento e il chiostro rinascimentale. L’isola cambiò proprietari diverse volte: i frati minori osservati, i frati minori riformati, interamente ad uso militare, poi di nuovo ai frati minori francescani che vi ritornarono dopo 600 anni. Dal 1858 in poi, si susseguirono i lavori di restauro dell’intero complesso, che portarono alla luce oltre alle absidi dell’oratorio anche le fondamenta dell’antica chiesa. Esternamente l’isola si presenta con il suo inconfondibile profilo di cipressi che lasciano a malapena intravedere parte del monastero e il campanile.

Ore 16:00 Partenza in barca e dopo circa mezz’ora di navigazione si raggiunge l’ultima tappa prevista sull’isola Lazzaretto Nuovo.

Ore 16:30 Arrivo a Lazzaretto Nuovo.

Sbarcati sul pontile e lasciando alle spalle Venezia, si entra varcando un imponente portone d’ingresso. Il percorso si snoda lungo un suggestivo viale di gelsi secolari, piantati nel 1800 durante l’uso militare austriaco, che conduce, dopo aver superato il Casello da polvere Ovest, al Tezon Grande, edificio principale dell’isola lungo più di 100 metri. Al suo interno, sulle pareti, si leggono ancora i graffiti e le testimonianze pittoriche, datati tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, dei mercanti, dei guardiani e dei bastazi (facchini) del Magistrato alla Sanità, che documentano la brulicante attività che vi si svolgeva. Un filmato di circa 10’ riassume la storia dell’isola. Immagini, documenti e ricostruzioni grafiche presentano il Lazzaretto Nuovo nel periodo in cui aveva funzione di prevenzione dei contagi attraverso l’isolamento (contumacia o quarantena) delle navi, delle merci e dei passeggeri. La visita dell’isola del Lazzaretto Nuovo costituisce anche l’occasione per conoscere e apprezzare gli aspetti naturalistici dello straordinario ambiente lagunare circostante: Il Sentiero delle Barene è una passeggiata di circa un chilometro, esterna alla cinta muraria e guidata con pannelli didattici a cura del Museo di Storia Naturale di Venezia, che consente di percorrere il vecchio “giro di ronda” delle sentinelle lungo le “barene” e di salire sui bastioni ottocenteschi con una visuale a 360° sulla Laguna di fronte a Venezia. La Laguna di Venezia è la zona umida più importante d’Italia per l’avifauna acquatica e al Lazzaretto Nuovo è possibile osservare questo ambiente unico da distanza straordinariamente ravvicinata.

Ore 17:30 Al termine delle visite rientro in barca a Fusina.

Ore 18:40 circa arrivo a Fusina e rientro in bus fino a Padova.

Ore 19:40 circa arrivo a Padova.

PREZZI E DETTAGLI

100

85

LA QUOTA COMPRENDE:

  • imbarcazione riservata per il giro nelle isole;
  • pullman riservato da Padova;
  • Guida altamente specializzata e accompagnatore Doit Viaggi;
  • pranzo in trattoria a Burano;
  • tassa approdi turistici;
  • ingresso e visita riservata all’isola di San Francesco del Deserto (offerta libera);
  • ingresso e visita riservata all’isola di Lazzaretto Nuovo.

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tutto quanto non menzionato alla voce “La quota comprende”.

DOCUMENTI NECESSARI:

Carta d’identità in corso di validità.

PENALI:

Al viaggiatore che receda dal contratto prima della partenza per qualsiasi motivi anche imprevisto e sopraggiunto, al di fuori delle ipotesi elencate al primo comma, saranno addebitati – indipendentemente dal pagamento dell’acconto di cui all’art.7 comma 1 – il costo individuale di gestione pratica e l’eventuale corrispettivo di coperture assicurative già richieste al momento della conclusione del contratto o per altri servizi già resi, adeguate e giustificabili spese di risoluzione preventivamente indicate nei programmi alla voce Penali da recesso, salvo eventuali condizioni più restrittive – legate a periodi di alta stagione o di piena occupazione delle strutture – che verranno comunicate al viaggiatore in fase di preventivo e quindi prima della conclusione del contratto:

  1. 10% della quota di partecipazione fino a 46 giorni prima della partenza (per quanto riguarda la biglietteria aerea ai sensi della normativa che regola la relativa tariffa;
  2. 30% della quota di partecipazione da 45 a 31 giorni prima della partenza;
  3. 50% della quota di partecipazione da 30 a 21 giorni prima della partenza;
  4. 75% della quota di partecipazione da 20 a 15 giorni prima della partenza;
  5. 100% della quota di partecipazione da 14 giorni prima della partenza.

Nessun rimborso spetta a chi rinuncia il giorno ante partenza o il giorno stesso, o decida di interrompere il viaggio a soggiorno già intrapreso. Il calcolo dei giorni non include quelli di recesso e di partenza.

ATTENZIONE

In caso di annullamento o cambio nome di biglietti aerei di linea, aerei low cost o traghetti abbinati al pacchetto, già emessi, o altri servizi già acquistati e non rimborsabili la penale applicata sarà pari al 100% del costo del biglietto o servizio.