ARCHIVIO VIAGGI REALIZZATI

Uzbekistan

Uzbekistan

L’antica via della seta

dal 5 agosto al 17 agosto 2015
13 giorni / 11 notti

in pensione completa con guida locale parlante italiano

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CONTRATTO E POLIZZE

Un viaggio alla scoperta di moschee dalle cupole blu, labirintici bazar e mausolei di mitici condottieri. Venticinque secoli di storia. Un’architettura unica e il deserto dell’Asia centrale.  Alcune delle città più antiche del mondo, ricche di fascino e di storia, di antica cultura, cibi profumati con spezie e aromi esotici sull’antica Via della Seta. Khiva con le sue possenti mura, Bukhara e la sua cittadella reale e, infine, la millenaria Samarcanda, la città di Tamerlano..

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Ritrovo all’aeroporto di Milano Malpensa. Disbrigo delle formalità doganali ed imbarco sul volo di linea TK 1874 Turkish Airlines in partenza alle ore 11:20 con arrivo a Istanbul alle ore 15:05. Proseguimento con volo di linea TK 370 Turkish Airlines alle ore 19:00 per Tashkent.

Arrivo a Tashkent alle 01:35. Operazioni doganali ed incontro con la guida. Trasferimento all’Hotel Miran 4*. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Tashkent è un’antica città sulla Via della Seta. Poco rimane del suo passato a causa di un terremoto che la distrusse nel 1966 e soprattutto a causa della realizzazione, in epoca sovietica, di un piano urbanistico elaborato fin dal 1916. Il risultato è che la Tashkent odierna ha la fisionomia tipica di una città dell’Europa orientale, con monumentali edifici amministrativi, immensi parchi e enormi condomini-dormitori che rimandano inevitabilmente agli anni del regime staliniano. Si inizia con una passeggiata nel parco Alisher Navoi, si prosegue con il Palazzo dell’Amicizia dei Popoli e il parco di Amir Temur dove si trova la statua equestre di Tamerlano, il Museo delle Arti Applicate, il palazzo dell’ex diplomatico russo Alexander Polovtzev. La madrassa di Kukeldash, uno dei pochi monumenti anteriori al periodo sovietico, una splendida scuola coranica del XVI secolo, la cui piazza si riempie di fedeli il venerdì in occasione della preghiera settimanale. Nelle vicinanze sorge la piccola moschea Jami, risalente al XV secolo e utilizzata in epoca sovietica come officina per la lavorazione di lamiere. Il bazar Chorsu è un enorme mercato all’aperto. Pranzo in un ristorante. Le visite continuano con il complesso Khast-Imam con cui si designa un gruppo di edifici comprendente la Moschea Tillya-Sheykh cui è annessa una biblioteca con testi di carattere religioso fra cui quello che è ritenuto il più antico Corano esistente, segnato col sangue dello stesso Califfo Osman, assassinato nel 655, il mausoleo Kafal Shashi, il mausoleo eretto nel XVI secolo sulla tomba di Abubekr Mukhmmad, la madrassa Barak Khan, fondata nel XVI sec. da un discendente di Tamerlano. Cena in un ristorante tradizionale. Pernottamento in hotel.

Partenza con il volo Uzbekistan Airways HY 1055 alle ore 8:40 con arrivo a Urgench alle ore 10:20. Trasferimento a Khiva (30km da Urgench a Khiva). Sistemazione all’Hotel Asia Khiva 4*. La città è prossima alla frontiera con il Turkmenistan, in un’oasi ai margini del deserto di Karakum. Pranzo in una chayhana locale. Pomeriggio dedicato alla visita di Khiva: un tesoro dell’antica architettura uzbeka, consegnata nelle mani degli storici, archeologi e architetti per restaurare e conservare i suoi preziosi monumenti. Visita della cittadella Ichan Kala “la fortezza interna” rettangolare, la cui caratteristica più spettacolare è costituita dalle mura in mattoni e dalle quattro porte situate sui lati. Le fondamenta risalgono al X secolo, ma le mura odierne, di circa 10 metri d’altezza, vennero erette nel tardo XVII secolo, ed in seguito restaurate. A partire dal 1990 è stata inserita dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità. Di Khiva si narrano origini bibliche: secondo il mito fu fondata da Sem, il figlio di Noè, che scavò un pozzo proprio dove sorge ora. La città vecchia ha mantenuto integra la struttura urbanistica originale e contiene oltre 50 monumenti storici e 250 vecchie abitazioni, per la maggior parte del XVII-XIX secolo: il complesso “Kunya Ark” con l’harem, le vecchie prigioni, la zecca, le scuderie, l’arsenale, le caserme, la moschea; la Scuola Coranica di Amin Khan (1852-1855), la più grande della città, in grado di contenere fino a 250 studenti, con il minareto di Kalta Minor (“il minareto corto”) dalle piastrelle turchesi che avrebbe dovuto raggiungere i 70 metri d’altezza ed essere il più alto di tutto il mondo islamico, ma la cui costruzione venne abbandonata alla morte del khan a soli 26 metri; la bellissima Moschea di Juma, la Moschea-cattedrale (detta anche “Moschea del Venerdì”), edificata nel X secolo e ricostruita nel 1788-89, interessante per le sue 218 colonne lignee di 3,15 metri a sostegno del tetto, di cui 6 originali. Il Tosh- Khovli “il palazzo di Pietra” fu costruito da Allah Kuli Khan tra il 1832 e il 1841 come alternativa più elegante alla residenza di Kunya Ark. Visita della Madrassa di Kuli Khan, del bazar e del caravanserraglio. Continuazione delle visite con il mausoleo di Pakhlavan Makhmud del XIX secolo, il più bello e sacro dei mausolei di Khiva, dedicato al dottore e poeta vissuto dal 1247 al 1325 e oggi venerato come persona sacra. La sua tomba del 1326 fu requisita nel 1913 dal khan per trasformarla in mausoleo di famiglia. La camera in stile persiano, la cupola turchese, il cortile e le piastrelle decorative rendono questo luogo il più affascinante della città. Dopo una giornata fra i vicoli tortuosi, visitando minareti, madrasse, palazzi e moschee, al calar del sole ci si reca sulla sommità del minareto d’Islom-Huja, il più alto con 45 metri di altezza da dove si gode una vista superba e Khiva, alla luce del tramonto, sembra davvero la più bella città del mondo. Cena in un ristorante locale. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Bukhara è la città della poesia e della fiaba, in sanscrito significa “monastero” e questa città un tempo era un grande centro commerciale sulla Via della Seta. E’ situata in un’oasi del deserto Kizilkum a est dell’Amu-Darya e sul corso inferiore del fiume Zeravshan. È’ una delle più antiche città del mondo: la fondazione data a oltre 2.500 anni fa. Deriva la sua importanza dalla posizione geografica, punto d’incrocio delle vie carovaniere che collegavano l’Arabia all’India e all’antico Catai (La Cina). Nel secolo XII fu grande il suo prestigio religioso nell’Islam con importanti famiglie di dotti e di dignitari musulmani, gli “Ali burkan” che la governarono. Conquistata da Gengis Khan nel 1220 rimase possesso mongolo fino alla fine del XV secolo. Nel 1500 fu invasa dagli Uzbeki e divenne capitale dell’omonimo casato che nel 1868 passò sotto il dominio russo.

Nel 1919 Bukhara è stata inserita nella Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan fino alla nascita dello stato Uzbeko indipendente nel 1991: oggi è uno dei maggiori centri dell’industria e dell’economia e la maggiore città dell’Asia Centrale. Nel 1993 il suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. I fratelli Polo, Matteo e Nicolò, all’epoca del loro primo viaggio in Oriente, ancora senza Marco, furono costretti a rimanere per tre lunghi anni assediati in questa città che descrissero così: “[…] si arriva a una città chiamata Bukhara, che è grande e nobile molto. Quivi è un mercato ove fanno capo tutte le costose merci dell’India e della Cina, con molte pietre preziose, con molti tessuti grossi e buoni, vi sono inoltre abbondanti spezie. C’è insomma in quel luogo un tale via vai di merci che è una cosa meravigliosa a vedersi. In ogni giorno di mercato tutte le piazze sono riboccanti di uomini. Si spaccia ogni cosa. I mercanti sono numerosi e le merci abbondanti. […]”

E’ rimasta la stessa di quel tempo! Le visite iniziano con il complesso Chor Minor uno dei più affascinanti e originali edifici di Bukhara. Si passa nella Lyabi-Hauz, la piazza principale nonché il posto più tranquillo della città all’ombra di antichi gelsi, costruita attorno ad una vasca nel 1620, dove, nel XX secolo, nel giardino davanti alla madrassa, trovò posto il monumento del leggendario personaggio popolare Khodja Nasreddin. A est della statua vi è la madrassa di Nadir Divan-Begi (1622), costruita inizialmente come caravanserraglio. A nord, vicino al mercato di Chorsu, vi è la madrassa Kukeldash (1568-1569), la più antica e grande costruzione nella Lyabi-Hauz. A Bukhara si trova un’altra delle più antiche moschee dell’Asia Centrale, la Mogaki-Attari (X-XII-XVI secolo) risparmiata con l’alto minareto Kalon dalla furia distruttrice di Genghis Khan.

Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio proseguono le visite con il simbolo principale e punto di riferimento della città: il Minareto Kalyan “il minareto grande” alto 47 m. con la vicina Moschea Kalyan, collegata al minareto da un piccolo ponte. Si entra nella cittadella dell’Ark (XVIII-XIX secolo), una città regale nella città, centro dell’organizzazione statale di Bukhara, dove si trova il mausoleo dei Samanidi (X secolo) costruito nel periodo di Ismail Samani (892-907) per celebrare il capostipite della loro dinastia sepolto all’interno con alcuni discendenti. Accanto alla vasca di fronte all’ingresso dell’Ark sorge la moschea Bolo-Hauz (1712), luogo di culto ufficiale dell’emiro di una bellezza speciale. Cena folkloristica nella madrasa di Modarikhan, accompagnata da balli e canti tradizionali e sfilata di moda. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Bukhara è la città della poesia e della fiaba, in sanscrito significa “monastero” e questa città un tempo era un grande centro commerciale sulla Via della Seta. E’ situata in un’oasi del deserto Kizilkum a est dell’Amu-Darya e sul corso inferiore del fiume Zeravshan.

È’ una delle più antiche città del mondo: la fondazione data a oltre 2.500 anni fa. Deriva la sua importanza dalla posizione geografica, punto d’incrocio delle vie carovaniere che collegavano l’Arabia all’India e all’antico Catai (La Cina). Nel secolo XII fu grande il suo prestigio religioso nell’Islam con importanti famiglie di dotti e di dignitari musulmani, gli “Ali burkan” che la governarono. Conquistata da Gengis Khan nel 1220 rimase possesso mongolo fino alla fine del XV secolo. Nel 1500 fu invasa dagli Uzbeki e divenne capitale dell’omonimo casato che nel 1868 passò sotto il dominio russo. Nel 1919 Bukhara è stata inserita nella Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan fino alla nascita dello stato Uzbeko indipendente nel 1991: oggi è uno dei maggiori centri dell’industria e dell’economia e la maggiore città dell’Asia Centrale. Nel 1993 il suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. I fratelli Polo, Matteo e Nicolò, all’epoca del loro primo viaggio in Oriente, ancora senza Marco, furono costretti a rimanere per tre lunghi anni assediati in questa città che descrissero così:

“[…] si arriva a una città chiamata Bukhara, che è grande e nobile molto. Quivi è un mercato ove fanno capo tutte le costose merci dell’India e della Cina, con molte pietre preziose, con molti tessuti grossi e buoni, vi sono inoltre abbondanti spezie. C’è insomma in quel luogo un tale via vai di merci che è una cosa meravigliosa a vedersi. In ogni giorno di mercato tutte le piazze sono riboccanti di uomini. Si spaccia ogni cosa. I mercanti sono numerosi e le merci abbondanti. […]”

E’ rimasta la stessa di quel tempo! Le visite iniziano con il complesso Chor Minor uno dei più affascinanti e originali edifici di Bukhara. Si passa nella Lyabi-Hauz, la piazza principale nonché il posto più tranquillo della città all’ombra di antichi gelsi, costruita attorno ad una vasca nel 1620, dove, nel XX secolo, nel giardino davanti alla madrassa, trovò posto il monumento del leggendario personaggio popolare Khodja Nasreddin. A est della statua vi è la madrassa di Nadir Divan-Begi (1622), costruita inizialmente come caravanserraglio. A nord, vicino al mercato di Chorsu, vi è la madrassa Kukeldash (1568-1569), la più antica e grande costruzione nella Lyabi-Hauz. A Bukhara si trova un’altra delle più antiche moschee dell’Asia Centrale, la Mogaki-Attari (X-XII-XVI secolo) risparmiata con l’alto minareto Kalon dalla furia distruttrice di Genghis Khan. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio proseguono le visite con il simbolo principale e punto di riferimento della città: il Minareto Kalyan “il minareto grande” alto 47 m. con la vicina Moschea Kalyan, collegata al minareto da un piccolo ponte. Si entra nella cittadella dell’Ark (XVIII-XIX secolo), una città regale nella città, centro dell’organizzazione statale di Bukhara, dove si trova il mausoleo dei Samanidi (X secolo) costruito nel periodo di Ismail Samani (892-907) per celebrare il capostipite della loro dinastia sepolto all’interno con alcuni discendenti. Accanto alla vasca di fronte all’ingresso dell’Ark sorge la moschea Bolo-Hauz (1712), luogo di culto ufficiale dell’emiro di una bellezza speciale. Cena folkloristica nella madrasa di Modarikhan, accompagnata da balli e canti tradizionali e sfilata di moda. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Si prosegue con le visite dei monumenti fuori Bukhara. 6 km a nord c’è la residenza estiva dell’ultimo Khan, cioè la Sitorai Mokhi Khosa (Palazzo delle stelle simili alla luna). Vicino a Bukhara si trova la necropoli Bahauddin Naqshbandi del XVI secolo commemorativa dello sceicco protettore di Bukhara, il luogo più sacro della città, che unisce religione, storia e superstizione dell’Islam.

Pranzo in un ristorante della città. Nel pomeriggio tempo libero per immergersi per l’ultima volta nel fascino della Santa Bukhara. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

Colazione in hotel. Partenza per Gijduvan, antico centro di produzione della ceramica e lungo il percorso sosta all’antica cittadina di Vabkent famosa per il suo minareto del XII secolo. Visita al centro di produzione della ceramica di Narzullaev per conoscerne da vicino i vari procedimenti di lavorazione. Pranzo in ristorante e proseguimento per Samarcanda. Arrivo a Samarcanda e sistemazione all’hotel Asia Samarkand 4*. Cena in un ristorante tradizionale.

Colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita della capitale dell’impero di Timur lo zoppo, cioè Tamerlano con la sua storia di venticinque secoli, la stessa età di Babilonia, Atene e Roma. Situata nell’oasi del fiume Zarafshannel, nel cuore della regione centroasiatica, è una delle più antiche città del mondo. Fondata nel V secolo a.C. fu poi sottomessa dai persiani, conquistata da Alessandro Magno che, secondo la leggenda, sposò proprio qui Roxana, e depredata dalle orde mongole di Gengis Khan. Fu Tamerlano a ricostruirla e ad arricchirla di palazzi così splendidi da farle acquistare fama immortale. Nonostante sia un’importante città dell’Uzbekistan, la maggior parte degli abitanti è di lingua tagica. Nel 2001 l’UNESCO ha inserito la città nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Samarcanda è una vera e propria “soglia del paradiso”, ha il nome magico e un po’ misterioso, un invito a viaggiare per gli artisti e i sognatori, ed ha mantenuto le sue cupole azzurre smaltate a vetro, i suoi muri dai colori vivaci e i mausolei che costituiscono il tesoro dell’architettura dell’Asia Centrale. Visita al mausoleo Gur-Emir (XV secolo) – che significa “la tomba dell’Emiro” dove sono sepolti Tamerlano e i suoi seguaci. Il mausoleo fu costruito per ordine di Tamerlano per suo nipote Mukhammad Sultan, morto nel 1403. La piazza Registan, “Piazza Reale”, è il simbolo di Samarcanda (XV-XVII secolo) limitata su tre lati da imponenti madrasse costruite nel corso di due secoli: Ulugh Beg, Sher-Dor la “Madrassa dei Leoni” e TilyaKori, decorate con l’abbagliante maiolica che testimonia l’evoluzione dell’architettura dei Temuridi. Si prosegue con la moschea di Bibi-Khanym (XV secolo), la più grande della sua epoca in Asia Centrale, che Tamerlano dedicò alla moglie preferita utilizzando il bottino dopo aver messo al sacco la città di Delhi. Vicino si trova l’animatissimo bazar orientale Siab. Pranzo in un ristorante tradizionale. Nel pomeriggio le visite continuano con la necropoli Sahai-Zinda, che significa del “re vivente”, il complesso più importante del medioevo islamico a noi pervenuto intorno a quella che probabilmente è la tomba di QusamIbn Abbas, cugino del profeta Maometto. Si estende sulla collina di Afrosyab dove sorgeva Maracanda e attualmente sono visibili circa 20 edifici di alto valore artistico decorati con piastrelle di ceramica smaltata con predominanza dell’azzurro che rivestono le intere pareti. Visita ad una fabbrica artigianale dove si ottiene la carta utilizzando la corteccia dell’albero di gelso e alla fabbrica di tappeti Khudjum dove vengono tessuti a mano pregevoli manufatti in seta e lana. Spettacolo teatrale con la presentazione dei costumi dei popoli dell’Asia Centrale, al teatro El-Merosi a Samarcanda. Cena in un ristorante tradizionale. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Trasferimento a Shakhrisabz “la città verde” situata 90 km a sud di Samarcanda. Visita alle splendide rovine di questa antica e gloriosa città con oltre duemila anni di storia. Venne costruita secondo un modello tipico dell’Alto Medio Evo con una struttura centrale simile a quelle di Samarcanda e Bukhara ed ha continuato a svilupparsi durante il IX e X secolo nonostante i continui conflitti tra le dinastie samanidi e i turchi. E’ la città natale di Tamerlano e una volta probabilmente la sua fama oscurava addirittura quella di Samarcanda. Egli vi fece infatti costruire il Palazzo Ak-Saray (1379-1404) “il palazzo bianco” di cui sbalordiscono la grandezza e la magnificenza. Quindi si visita il complesso Dorus Saodat, “residenza del potere e della forza” destinato alla sepoltura delle famiglie regnanti con il mausoleo di Jahongir (figlio di Amir Temur), la cripta di Tamerlano progettata per il condottiero ma contenente i resti di due corpi non ancora identificati, della moschea di Kok-Gumbaz con la sua “cupola blu”, il Mausoleo di Shamsiddin-Kulyal e quello di Gumbazi-Saidon. Pranzo in ristorante. Rientro a Samarcanda. Cena in un ristorante tradizionale. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Le viste iniziano a nord-est del Gran Bazar con il sito archeologico dell’antica Samarcanda (Maracanda) o Afrasiab. Il Museo contiene alcuni affreschi sogdiani del VII secolo. Degna di nota è la presunta tomba di Daniele, il profeta dell’Antico Testamento, noto nell’Islam come Danyāl. L’edificio restaurato è una lunga e bassa struttura con cinque cupole, contenente un immenso sarcofago lungo 18 metri. Secondo la leggenda, il corpo di Daniele cresce di mezzo pollice all’anno, e questo giustificherebbe la lunghezza della tomba. Dell’Osservatorio astronomico di Ulugh Beg, costruito tra il 1428 e il 1429 sull’acropoli di Samarcanda e distrutto da fanatici religiosi nel 1449, oggi è possibile visitare i sotterranei scampati alla furia devastatrice del fanatismo religioso. A 25 Km da Samarcanda si visita il Mausoleo dell’Imam al-Bukhari, famoso teologo autore del “Al-Jomiy al-Saheeh”, “La raccolta autentica” delle tradizioni trasmesse oralmente della vita del Profeta Maometto, il secondo libro sacro dopo il Corano. Pranzo in un ristorante locale. Partenza con il treno 761 Afrosiyob alle ore 17:00 e arrivo a Tashkent alle ore 19:10. Sistemazione all’Hotel Miran 4*. Cena in un ristorante tradizionale. Pernottamento in hotel.

Colazione in hotel. Partenza per Fergana, città che dà il nome all’intera valle, una delle regioni più fertili non solo dell’Uzbekistan, ma di tutta l’Asia Centrale, con il volo Uzbekistan Airways HY 1463 alle ore 07:30 con arrivo alle ore 08:30 a Namangan. Si raggiunge Fergana. Sistemazione all’Hotel Asia Fergana 4*. Pranzo in ristorante. Visita di Fergana, una città verde della valle fondata dai cosacchi russi nel cui centro si trova la casa del governatore generale che è la testimonianza della storia russa del paese. Tempo a disposizione. Cena e pernottamento.

Pensione completa. Partenza per Margilan e visita alla più antica e celebre fabbrica di produzione della seta (Yodgorlik). Sosta al colorato bazar e visita della moschea Chakar e alla Madrassa Said Ahmad Khodja. Sosta nella cittadina di Rishdan e visita delle botteghe artigianali di produzione della ceramica. Pranzo in ristorante. Arrivo a Kokand. Visita della città, capitale dell’omonimo khanato nel XVIII e XIX secolo, punto nevralgico della valle anche dal punto di vista religioso: il palazzo di Khudoyar Khan, la Moschea del Venerdì, la Madrassa Nurbutaboy e il Mausoleo di Modarikhan. Rientro a Tashkent e sistemazione all’Hotel Miran 4*. Cena in un ristorante tradizionale e pernottamento in hotel fino al trasferimento in aeroporto per il volo di rientro.

Trasferimento all’Aeroporto di Tashkent in tempo utile per il volo di linea TK 371 Turkish Airlines in partenza alle ore 03:10 con arrivo a Istanbul alle ore 06:25.  Proseguimento con volo di linea TK 1873 Turkish Airlines alle ore 08:00 con arrivo a Milano alle ore 10:00

Informazioni e dettagli

Prezzi a persona in doppia Euro    2370
Supplemento singola Euro      340
gruppo di 13 partecipanti

Le quote di partecipazione sono state calcolate in Euro.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dal Contratto di Viaggio; la quota include una Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio e contro l’annullamento fornita da AXA.

  • trasferimento in pullman riservato da Padova all’aeroporto di Milano e da Venezia a Padova;
  • passaggi aerei in classe economica con voli di linea Uzbekistan Airways Milano/Urgench e Tashkent / Roma e Alitalia Roma/Venezia;
  • passaggi aerei in classe economica sul volo interno Tashkent/Fergana;
  • passaggio in treno Afrosiyob da Samarcanda a Taskent in classe business;
  • tasse aeroportuali (al momento della stesura del programma € 168);
  • visto d’ingresso in Uzbekistan;
  • franchigia bagaglio da stiva kg. 20; bagaglio a mano kg. 8;
  • sistemazione in camere doppie standard con servizi privati negli alberghi indicati o simili
  • trattamento di pensione completa come da programma;
  • trasferimenti, visite ed escursioni come da programma con pullman riservato A/C;
  • spettacolo teatrale con la presentazione dei costumi dei popoli dell’Asia Centrale, al teatro El-Merosi a Samarcanda;
  • cena nella madrasa di Modarikhan, accompagnata da balli e canti tradizionali e sfilata di moda a Bukhara;
  • guida locale parlante italiano durante tutto il tour;
  • accompagnatore DOIT VIAGGI dall’Italia (con 15 partecipanti);
  • tasse e percentuali di servizio;
  • la polizza assicurativa ANNULLAMENTO VIAGGIO, inclusa MEDICO BAGAGLIO;
  • borsa da viaggio (1 a coppia), guida e documentazione di viaggio.

  • le mance pari a Euro 60 che verranno raccolte in loco dall’accompagnatore;
  • permesso per scattare le foto nei siti storici, monumenti ecc.;
  • le bevande, gli extra di carattere personale;
  • tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

CITTA’ HOTEL PREVISTI N°. DI NOTTI
Khiva Hotel Asia Khiva 01
Bukhara Hotel Asia Bhukara 03
Samarcanda Hotel Asia Samarkand 03
Tashkent Hotel Miran 04
Fergana Hotel Asia Fergana 01

5 agosto Milano – Istanbul TK 1874 11:20 – 15:05
5 agosto Istanbul – Tashkent TK 370 19:00 – 01:35 +1
7 agosto Tashkent – Urgench HY 1055 08:40 – 10:20
15 agosto Tashkent – Namangan HY 1463 07:30 – 08:30

Passaporto individuale in corso di validità e con scadenza almeno 6 mesi dopo la data di ritorno. Visto da richiedere con almeno 30 giorni di anticipo. Si richiede la compilazione di un formulario, la consegna del passaporto in originale e di una fototessera recente.

All’arrivo vi chiederanno di compilare due moduli identici per la dichiarazione doganale, uno da consegnare e l’altro da tenere (quest’ultimo dovrà essere presentato al momento della partenza).

Tutti i contanti che vi portate dall’Italia dovranno essere dichiarati al vostro arrivo alla dogana dove dovrete indicare nel modulo doganale d’ingresso tutte le valute in vostro possesso e gli esatti importi. Alla dogana non dovrete pagare tasse e non incontrerete nessun problema a patto che dichiariate tutti i contanti e tutti i dispositivi elettronici in vostro possesso (cellulari, macchine fotografiche, telecamere, computer portatili, mp3…). L’unica raccomandazione è quella di non ripartire con più denaro di quello che avevate al vostro arrivo.

Non sono richieste.

Quattro ore in più rispetto all’Italia con l’ora solare, 3 ore quando in Italia vige l’ora legale.

La valuta ufficiale dell’Uzbekistan è il Sum uzbeko (Sum), che viene suddiviso in 100 tiyn. Si trovano banconote da 100, 50, 25, 5, 3 e 1 sum; monete da 50, 20, 10, 5 e 1 tiyn. La valuta estera può essere cambiata sia negli alberghi sia nelle banche commerciali. Gli Euro in banconote sono comunemente accettati in tutto il Paese. Si accettano altresì dollari di piccolo taglio, solo quelli emessi dopo il 1992, che possono essere utili negli acquisti nei bazar locali. Alla frontiera non esistono restrizioni per l’esportazione e l’importazione della valuta locale. Per la valuta estera, all’entrata bisogna compilare un dettagliato formulario che, una volta timbrato dalle autorità doganali, dovrà essere conservato sino al momento della partenza. L’esportazione d’oggetti d’antiquariato, con più di 40 anni, è vietata e gli oggetti sono sequestrati alla dogana (è tuttavia possibile ottenere un’autorizzazione all’esportazione da parte del Ministero dei Beni Culturali). È illegale cambiare il denaro al mercato nero.

La corrente elettrica è a 220 volt. Spine di tipo C (europea a 2 poli) ed E (francese a 3 poli). Conviene portare un adattatore. Una torcia può rivelarsi utile per le passeggiate serali in quanto non tutte le aree delle città sono ben illuminate.

La lingua ufficiale è l’uzbeko. L’uzbeko è una lingua turca affine al kazako e al turkmeno, si mescola alla russa che ancora prevale tra gran parte della popolazione. Tra i giovani comincia ad essere più diffuso l’inglese, permettendo una comunicazione di base col turista straniero.

La cucina centroasiatica ricorda quella mediorientale e mediterranea per il largo utilizzo di riso, condimenti saporiti, verdure e legumi, yogurt e carni grigliate. Nel nord dell’Uzbekistan i pasti consistono spesso di pilaf, kebab, tagliolini e pasta, stufati, pane e pasticceria, mentre il sud del paese si distingue per condimenti più delicati e dolci di prima qualità. Il te è onnipresente, in genere servito con il latte. Il piatto nazionale è il “plov”, il riso pilaf cucinato in ben 40 versioni nei paesi dell’Asia centrale. La più nota è la variante insaporita da carne di montone tagliata a pezzi minuti e unita a carote, zafferano, uvetta e pepe rosso. Viene spesso servito con il manty, gustosi involtini di pasta sfoglia ripieni di carne e cipolla. Sulle tavole non manca mai il pane cotto a sfoglie sottili e senza sale e frutta e verdure di stagione.

Per telefonare dall’Italia in Uzbekistan il prefisso internazionale è 00998. Per telefonare in Italia il prefisso è 0039.

Evitare di fotografare persone senza il loro preventivo consenso; è proibito fotografare palazzi governativi, stazioni ferroviarie, metropolitane, posti di frontiera e luoghi che possano essere ricollegabili ad attività di interesse militare e/o di polizia; pene detentive severissime per chi fa uso di droghe.

5 Agosto 2015|

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