I nostri viaggi di gruppo

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LE LANGHE

Date: dal 15 al 18 novembre 2019
Durata: 4 giorni, 3 notti
Con accompagnatrice e guida locale

Langhe, Roero, Monferrato: nel tempio del gusto, circondati dai mille colori d’autunno. E’ il tempo del “ribollir de’ tini” e de “l’aspro odor dei vini”… In questo angolo di Piemonte siamo in altissima stagione. Ad Alba c’è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco. Tutto intorno colline e vigneti come onde del mare: una terra antica raccontata da Pavese e Fenoglio, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Visiteremo piccole città come Alba ed Asti, ricche di storia ed arte e spesso in lotta tra loro. Nobili borghi come Grinzane Cavour, residenza del Conte Camillo Benso; Barolo, dove la Marchesa Falletti sancì la nascita del celebre vino; La Morra – il Belvedere delle Langhe – e qui non ci lasceremo scappare una passeggiata tra le vigne alla coloratissima Cappella del Barolo di Sol LeWitt; Cherasco, dai trascorsi napoleonici, golosa di Baci e nocciole; Pollenzo e la sua Tenuta Reale, oggi sede dell’Università di Scienze gastronomiche; Neive, “Bandiera Arancione Touring” e uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

Visiteremo due pluripremiate cantine storiche e ne degusteremo i vini. La prima è Fontanafredda, la tenuta di Re Vittorio Emanuele II e della Bela Rosìn, nominata Cantina Europea dell’anno 2017 dalla rivista Wine Enthusiast. La seconda è la Cantina del Castello di Verduno, in parte progettata da Filippo Juvarra e già proprietà di Re Carlo Alberto. E poi il torronificio d’Alba Sebaste che – giunto ormai alla quinta generazione – dal 1885 produce golosità a base di Nocciola Tonda Gentile delle Langhe IGP.

Ad ospitarci l’Hotel Calissano 4* di Alba, a pochi passi dal centro storico e raccomandato dalle migliori guide e riviste di settore. In quanto alla cucina sarà un tripudio di sapori: abbiamo scelto per voi piccole Osterie Slow Food, agriturismi con cantina, ristoranti tra le vigne. I menu e i vini in degustazione sono stati curati per esprimere al meglio questo territorio d’eccellenza: tajarin, agnolotti del plìn, cruda di fassona battuta al coltello, vitello tonnato, formaggi con cugnà, l’immancabile bunet e molto altro ancora.

ITINERARIO

1° giorno: venerdì 15 novembre 2019
CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR E TENUTA DI FONTANAFREDDA

Incontro con l’accompagnatrice Annamaria e partenza verso il Piemonte in pullman GT riservato. Ecco gli orari di carico:

  • Ore 6.45 S. Donà di Piave (VE) – Stazione ATVO – Piazza IV Novembre
  • Ore 7.00 Noventa di Piave (VE) – Park Hotel Omnia
  • Ore 7.50 Padova – Parcheggio dietro Galleria S. Carlo.

Soste e pranzo libero lungo il tragitto.

La prima meta ad accoglierci è una delle più rappresentative del nostro viaggio: il castello di Grinzane Cavour, tra i più imponenti e meglio conservati delle Langhe. Ospita la prima Enoteca Regionale del Piemonte e il Museo Etnografico delle Langhe (ingresso e visita guidata compresi).

Tra gli ambienti di maggior pregio c’è la Sala delle Maschere, con soffitto ligneo del 1547, che proprio in novembre accoglie l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. L’edizione 2018 ha visto un facoltoso imprenditore di Hong Kong aggiudicarsi per 85.000 € il lotto più bello – un esemplare da 850 grammi – dopo una corsa al rilancio in diretta satellitare tra Grinzane Cavour, Matera e appunto la città cinese. Il Museo è una bella carta di presentazione del territorio che ci apprestiamo a visitare e gustare: i suoi aspetti enogastronomici, la cultura e la storia locale. Un allestimento è dedicato a Camillo Benso, con vari cimeli a testimonianza degli anni trascorsi qui, inclusa la fascia tricolore da sindaco.

A breve distanza da Grinzane c’è Fontanafredda e definirla una semplice cantina è decisamente limitativo. La storia di questa azienda si confonde con la storia dell’enologia piemontese e dell’Italia stessa. Siamo nel cuore dei migliori terreni da Barolo e nel 2017 è stata nominata Cantina Europea dell’anno dalla rivista Wine Enthusiast.

La sua nascita si deve al re Vittorio Emanuele II, che nel 1860 la donò a Rosa Vercellana, la Bela Rosin di cui si era innamorato e che fu la sua amante per decenni, nominandola anche Contessa di Mirafiore e Fontanafredda. Fu il loro figlio Emanuele Guerrieri, a dare inizio all’attività commerciale nel 1878, con un approccio alla vinificazione e alla vendita modernissimo, che fece di Fontanafredda da subito un’azienda all’avanguardia in Europa. Dopo varie vicissitudini però la tenuta fini in mano al Monte Paschi di Siena, per essere acquistata infine qualche anno fa da Oscar Farinetti – il fondatore di Eataly – che l’ha rilanciata dal punto di vista della produzione vinicola, riportandola ai fasti del passato.

Visita guidata alle Cantine storiche e degustazione di tre vini:

  • Contessa Rosa Rosé Alta Langa DOCG 2012
  • Marne Brune Nebbiolo d’Alba DOC 2015
  • Barolo DOCG Vigneti in proprietà 2013

In serata arrivo all’Hotel Calissano 4* di Alba e consegna delle camere.

Cena in un ristorante Slow Food in centro al Alba.

MENU

Terrina di coniglio grigio di Carmagnola, misticanza e nocciole Piemonte I.G.P.
Risotto “Carnaroli” con ragù di verdure
Faraona disossata, crema di tapinanbour
Zuppetta d’arancia, “seirass” e canditi
Vino Roero Arneis o Dolcetto, acqua e caffè

Rientro in Hotel e pernottamento.

2° giorno: sabato 16 novembre
ASTI, NEIVE, ANTICO TORRONIFICIO SEBASTE

Dopo la prima colazione in Hotel, ci dirigiamo verso Asti seguendo il corso del Tànaro: entriamo nel cuore del Monferrato.

Il fiume Tànaro è un po’ l’anima di questo angolo di Piemonte: unisce le due città – Alba ed Asti – storicamente rivali tra loro e segna anche il confine tra Langhe e Roero. Spesso i grandi fiumi legano il proprio nome a grandi vini e così avviene qui: Barolo, Barbaresco, Roero, Dolcetto, Barbera, Moscato danno i frutti migliori lungo queste rive. Seguire il corso del Tànaro, attraversarlo e riattraversarlo, osservarne i paesaggi tra vigneti e noccioleti, sarà uno dei piaceri di questo viaggio.

Visita guidata di Asti, ricca di testimonianze artistiche, con un nucleo antico percorso da vie medievali strette e tortuose. La bellissima Cattedrale gotica, la Collegiata di S. Secondo, la Rotonda di S. Pietro e poi Piazza e Corso Vittorio Alfieri (il grande scrittore 700esco nacque qui), ma anche i negozi golosi di prelibatezze enogastronomiche.

Pranzo a base di specialità astigiane in un locale che fa parte delle Osterie d’Italia Slow Food. Pensate che la sede è in una vecchia stazione appena fuori città: i titolari hanno recuperato il casello ferroviario e ne hanno creato un ristorante che propone una cucina schietta e genuina. Da anni tappa obbligata per chi vuole assaggiare i sapori veri di questa città…

MENU

Cestino di Cardo gobbo di Nizza Monferrato Presidio Slow Food con fonduta d’Alpeggio
Agnolotti ai tre arrosti
Selezione di formaggi piemontesi con cugnà
Bunet
Barbera d’Asti, acqua, caffè

Dopo il pranzo ci inoltriamo verso sud in un ambiente collinare quasi esclusivamente coltivato a vite. La nostra meta è Neive: “Bandiera Arancione Touring” e tra i “Borghi più belli d’Italia”. Passeggiata guidata nel borgo famoso per i suoi Quattro vini: Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Moscato.

Rientrando verso Alba, il percorso ci porta lungo strade care a Cesare Pavese e Beppe Fenoglio: sono i luoghi nei quali sono nati capolavori come La casa in collina, La luna e i falò, Il partigiano Johnny, I ventitré giorni della città di Alba. Sarà un’occasione speciale per rispolverare alcuni dei più bei passi di questi classici della letteratura italiana contemporanea.

Sosta al torronificio Sebaste che dal 1885 produce golosità a base di Nocciola Tonda Gentile delle Langhe IGP. Introduzione alla produzione e piccola degustazione di prodotti aziendali. Rientro in Hotel ad Alba, cena libera e pernottamento.

3° giorno: domenica 17 novembre
LA MORRA, BAROLO E ALBA

Dopo la prima colazione in Hotel, eccoci alla vicina La Morra, chiamata il Balcone delle Langhe. Dal belvedere di Piazza Castello, dove svetta la torre municipale, il paesaggio è incantevole e spazia su un incalzare di colline coltivate a vite e punteggiate sulle sommità di castelli: Castiglione Falletto, Barolo, Novello, Perno, Serralunga… Con una passeggiata di circa 2,5 km in leggera discesa tra le vigne del Barolo, si arriva all’originale Cappella Brunate della Madonna delle Grazie. E’ una chicca langarola che quasi mai i gruppi visitano, ma per noi rappresenterà un momento di relax e l’occasione per una piacevole ora di facile trekking. Chi non desiderasse partecipare alla passeggiata, si dirigerà direttamente a Barolo col pullman e potrà godere lì di un po’ di tempo libero in attesa dell’arrivo del gruppo.

Costruita nel 1914 per offrire riparo ai lavoratori delle vigne in caso di maltempo, non fu però mai consacrata. Nel 1999 il piccolo edificio ormai in rovina fu reinterpretato da due artisti di fama internazionale per iniziativa della famiglia Ceretto, proprietaria dei celebri vigneti delle Brunate, tra i cru più importanti del Barolo. Lo statunitense Sol LeWitt e l’inglese David Tremlett crearono un ambiente che poteva essere un luogo di meditazione nel cuore di un paesaggio di grande bellezza: ideale per bere un bicchiere di vino o anche pregare… La chiesetta è dipinta a sgargianti colori: un sorprendente angolo di Messico in terra piemontese…

Ci dirigiamo ora alla vicina Barolo per la visita di questo borgo che sorge su uno sperone collinare intorno al Castello Falletti. Qui lavorò come bibliotecario il patriota Silvio Pellico, qui Juliette Colbert – la Marchesa Falletti – diede i natali al re dei vini di langa.

Fu un enologo francese, Louis Oudart, che nella seconda metà del”800 aiutò la Colbert a migliorare la qualità del vino prodotto nelle cantine del castello. Il nuovo Barolo incuriosì il re Carlo Alberto che rimproverò scherzosamente la marchesa «imperocché mai gli aveva fatto gustare quel suo famoso vino del quale tanto aveva sentito parlare». Pochi giorni dopo, la popolazione di Torino, esterrefatta, vide entrare a Palazzo Reale una fila interminabile di 325 carri con 325 botti di Barolo da circa 500 litri. Era la fornitura del vino nuovo che la marchesa di Barolo regalava al re: una botte per ogni giorno dell’anno, tranne il periodo di Quaresima durante il quale bisognava astenersi. Carlo Alberto gradì e si entusiasmò a tal punto da acquistare in serie il castello di Verduno e le tenute di Pollenzo e di Santa Vittoria d’ Alba, con lo scopo di impiantare vigneti di nebbiolo e avviare la produzione di Barolo. 

Al termine della mattinata, pranzo in ristorante con menu di langa. Intorno a noi un panorama di colline e vigneti a perdita d’occhio. Da ricordare…

MENU

Carne cruda con scaglie di Castelmagno, La giardiniera
Acciughe in salsa di nocciola, Insalatina langarola, Uovo poche’ fonduta e funghi

Agnolotti al burro e rosmarino, Tajarin ai porcini

Guanciotta brasata, Stinco di bue al forno

Torta di nocciole allo zabaione (ricetta originale senza farina)
Arneis DOC – Dolcetto Diano d’Alba DOC – acqua e caffè

Nel pomeriggio visita guidata di Alba.

La piccola città di provincia conserva un bel centro storico di forma circolare – che ricalca le antiche mura romane – ed ha impianto e aspetto medievale. È la città “delle cento torri” con il bel Duomo – impreziosito da un coro ligneo intarsiato del ‘500 – il Palazzo Comunale, S. Domenico, le antiche case-torri e i reperti archeologici sotterranei. Alba è inoltre una roccaforte enogastronomica con rinomate botteghe di prelibatezze langarole: dai formaggi, ai prodotti a base di tartufo, ai tajarin, alle nocciole. Ed è la città della cioccolata… Il nome Ferrero vi dice nulla?

A seguire tempo a disposizione per poter visitare autonomamente – con varie possibilità di assaggio – la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (ingresso euro 3,50 – prezzo 2018), aperta in tutti i weekend di novembre. La sede è in centro storico a breve distanza a piedi dal Duomo e dal nostro Hotel. Tutti i negozi in città sono aperti e le vie medievali pullulano di bancarelle e attività. Cena libera e pernottamento in Hotel.

4° giorno: lunedì 18 novembre
POLLENZO, CHERASCO E VERDUNO

Dopo la prima colazione in Hotel, partiamo con i bagagli, attraversiamo il Tànaro ed entriamo nel Roero.

Visita guidata alla Tenuta Reale di Pollenzo: qui sorge il castello di origine 300esca, ricostruito nell’800 per volere di Carlo Alberto di Savoia e riconosciuto Patrimonio UNESCO. È il vasto complesso denominato dell’Agenzia, che versava in uno stato di estremo abbandono ed è stato recuperato grazie ad un progetto promosso da Slow Food. Oggi è sede dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche – oltre che della Banca del Vino e di strutture ricettive d’eccellenza – ed è frequenta to da studenti provenienti da ogni parte del mondo.

A seguire visita guidata di Cherasco, che è Bandiera Arancione del Touring Club e ci offre un centro storico con belle e ampie strade porticate, perpendicolari tra loro. La cittadina è elegante e luminosa, con un bel Castello Visconteo e alcuni significativi esempi di barocco piemontese.

Qui si firmò la Pace di Cherasco tra Napoleone Bonaparte e Vittorio Amedeo III di Savoia, re di Sardegna. La Savoia e la contea di Nizza vennero cedute alla Francia e gli abitanti di Cherasco videro mutare il volto della loro bella città. Abbattute le mura medievali, sulla loro sede furono tracciati i viali napoleonici. Sparirono a colpi di scalpello le insegne nobiliari dalle facciate dei palazzi, bruciate le pergamene che attestavano privilegi e titoli feudali, soppressi gli ordini religiosi e destinati ad altro uso chiese e monasteri. Ma qui sono nati anche i Baci di Cherasco, che ancora oggi fanno bella – e golosa… – mostra di sè nelle vetrine di alcune storiche pasticcerie del centro: cioccolato e Nocciola tonda gentile delle Langhe IGP gli ingredienti che li compongono. E poi lumache… Cherasco è la capitale italiana dell’elicicoltura!

È infine arrivato il momento dell’ultimo pranzo insieme.

La nostra scelta è caduta su Verduno, piccolo borgo di langa in cui si produce la Pelaverga DOC, vitigno piemontese meno noto, ma più facile, dal sapore fresco e vellutato, spensierato e mai banale. Un vino quotidiano, ma di buona qualità, adatto a tutto pasto. Anche oggi un ristorante che fa parte delle Osterie d’Italia Slow Food: è un agriturismo con cantina. La famiglia che lo gestisce infatti, è titolare anche delle storiche Cantine del Castello di Verduno, blasonate, pluripremiate e già proprietà di Re Carlo Alberto di Savoia. Dal belvedere del piccolo borgo l’ultimo sguardo ad un panorama che il mondo ci invidia

Visita guidata in Cantina e a seguire degustazione vini in abbinamento al pranzo.

MENU

Carne di Verduno – degustazione Verduno Pelaverga 2018
Gnocchi al blu di Becetto e granella di nocciole – degustazione Barbera d’Alba Bricco del Cuculo 2017
Pollo alla cacciatora con contorno – degustazione Barbaresco DOCG
Pere “madernassa” al vino e cremoso al cioccolato bianco
Acqua e caffè

E qui, tra le vigne della Pelaverga e del Nebbiolo, si chiude il nostro viaggio e ci avviamo sulla via del ritorno.

Rientro dei partecipanti alle rispettive destinazioni.

15 Novembre 2019|