DOIT VIAGGI

VIAGGIO DI GRUPPO IN LAVORAZIONE

Giappone Hanami

GIAPPONE HANAMI

“Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il samurai”

Data: Marzo 2025
Durata: 16 giorni circa

Con accompagnatore dall’Italia e guide locali parlante italiano

“Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.” Katsumoto – “L’ultimo samurai”

Dall’inizio della fioritura dei prugni nei primi giorni di marzo, fino alla fine di maggio, quando gli ultimi petali dei ciliegi in fiore cadono a terra, in Giappone la primavera segna il momento della rinascita e della celebrazione della natura e degli uomini nel paese. La primavera in Giappone è sinonimo di fiori, i quali si aprono in un arcobaleno infinito di colori e forme, che tutto avvolge in una magica atmosfera, meraviglia della natura da vedere almeno una volta nella vita.

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Ovunque le feste celebrano il momento in cui le gemme dei ciliegi “sakura” si trasformano in petali delicati mentre televisioni e giornali tramite il servizio meteo allertano la popolazione prevedendo quando avverrà la fioritura e tutti si mobilitano per prepararsi ai festeggiamenti. “Hanami” significa “ammirare i fiori” e in Giappone si tratta di una vera e propria tradizione iniziata 1300 anni fa. E’ un rito comunitario che diventa occasione per una condivisione molto profonda dove le gerarchie sono abolite. Originatasi come festa tenuta dalla corte imperiale si è poi allargata alla classe dei samurai. La fioritura avviene in periodi diversi a seconda della latitudine, ma si concentra tendenzialmente verso aprile nella maggior parte dell’arcipelago (ultima settimana di marzo e prime due di aprile), in coincidenza con l’inizio delle scuole e dell’anno fiscale giapponese: un vero periodo di “rinascita” in molte attività quotidiane. Tutti trascorrono il loro tempo sotto gli alberi, discorrendo e mangiando, nella consapevolezza che quel momento è irripetibile perché ogni anno guardare i fiori è un fatto unico e diverso. I fiori non sono gli stessi e neanche coloro che li guardano e condividono insieme il sentimento del “Mono no aware”, il sentimento che le cose suscitano, legato alla natura transitoria della bellezza oltre alla nostalgia per ciò che ineluttabilmente passa. Il ciliegio, simbolo dell’impermanenza delle cose terrene, è apprezzato perché il sakura è un fiore che sboccia in modo molto appariscente ma dura per pochi giorni e quindi la bellezza consiste proprio nel suo dissolversi, nella transitorietà.

Non a caso, in particolare i Samurai venivano paragonati ai fiori di ciliegio: la loro vita era magnifica e potente ma sempre pronta a spegnersi nel momento di maggiore vigore. Il samurai, votato alla morte, trovava nel buddismo Zen lo strumento ideale per distaccarsi dalle preoccupazioni e dai legami. Per ricordarsi della caducità riprendeva spesso nelle armature da guerra il motivo del ciliegio, che divenne emblema di appartenenza alla propria classe. Nell’iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura protetta dall’armatura nello spettacolo incantevole della fioritura, e proprio come lui sarebbe potuto cadere per un colpo di spada inferto dal nemico, un improvviso temporale avrebbe fatto cadere a terra tutti i fiori. Il bushido, ovvero la morale e la vita dei samurai, ha una simbologia profondamente intrecciata con quella del sakura: come il ciliegio mette tutta la sua energia in piccoli fiori modesti, ma che insieme danno vita ad uno spettacolo maestoso, così i samurai con la loro singola modestia possono formare un’armata molto forte. In battaglia, i samurai affrontavano gli scontri con lo spirito del sakura e ne imitavano l’insegnamento in ogni aspetto della propria vita: mettere il massimo impegno e dedizione in ogni cosa, senza che la paura della morte possa influenzare i propri comportamenti. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l’unica maniera onorevole di andarsene, riflette nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è “hana wa sakuragi, hito wa bushi” ovvero come il fiore del ciliegio è il migliore tra i fiori, così il guerriero è il migliore tra gli uomini.

Oltre alla fioritura dei ciliegi altri punti di forza di questo tour della nostra collezione Giappone sono:

  • una cena in compagnia di una geisha a Kyoto, la capitale artistica e culturale
  • una notte in Ryokan come i giapponesi
  • la cerimonia del te
  • un viaggio gastronomico nel quale si potranno assaggiare Sushi, Sashimi, Yakitori, Sukiyaki, Okonomiyaki, Tempura, Teppanyaki, Udon, Ramen, Katsudon, Teriyaki, Yakiniku, tutto all’insegna del buongusto
  • lo Shinkansen, o “treno ad alta velocità”, che assicura collegamenti ultra rapidi ed estremamente sicuri in tutto il paese, i “treni proiettile”
  • Tokyo, l’energica capitale, una delle più popolose e moderne metropoli del mondo
  • Yokohama di fronte alla Baia di Tokyo con la più grande Chinatown del Giappone
  • Takayama, Shirakawago e Kanazawa nelle Alpi giapponesi
  • una delle miglior guide parlanti italiano in Giappone per tutto il tour
  • un esperto DOIT VIAGGI con cui saranno affrontati aspetti significativi di storia, arte e cultura del Giappone.

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