ARCHIVIO VIAGGI REALIZZATI

Giappone Hanami

FIORITURA DEI CILIEGI, SAMURAI E SUMO

dal 20 marzo al 5 aprile 2018
17 giorni, 15 notti

In pensione completa (meno 6 pasti) e con guida locale parlante italiano

“Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.” Katsumoto – “L’ultimo samurai”
Dall’inizio della fioritura dei prugni nei primi giorni di marzo, fino alla fine di maggio, quando gli ultimi petali dei ciliegi in fiore cadono a terra, in Giappone la primavera segna il momento della rinascita e della celebrazione della natura e degli uomini nel paese. La primavera in Giappone è sinonimo di fiori, i quali si aprono in un arcobaleno infinito di colori e forme, che tutto avvolge in una magica atmosfera, meraviglia della natura da vedere almeno una volta nella vita.
Ovunque le feste celebrano il momento in cui le gemme dei ciliegi “sakura” si trasformano in petali delicati mentre televisioni e giornali aggiornano sull’avanzamento da sud a nord del fronte della fioritura. “Hanami” che significa “vedere i fiori” è un rito comunitario che diventa occasione per una condivisione molto profonda dove le gerarchie sono abolite. Originatasi come festa tenuta dalla corte imperiale si è poi allargata alla classe dei samurai. Oggi tutti trascorrono il loro tempo sotto gli alberi, discorrendo e mangiando, nella consapevolezza che quel momento è irripetibile perché ogni anno guardare i fiori è un fatto unico e diverso. I fiori non sono gli stessi e neanche coloro che li guardano e condividono insieme il sentimento del “Mono no aware”, il sentimento che le cose suscitano, legato alla natura transitoria della bellezza oltre alla nostalgia per ciò che ineluttabilmente passa. Il ciliegio, simbolo dell’impermanenza delle cose terrene, è apprezzato perché la fioritura è di breve durata e quindi la bellezza consiste proprio nel suo dissolversi, nella transitorietà.
Il samurai, votato alla morte, trovava nel buddismo Zen lo strumento ideale per distaccarsi dalle preoccupazioni e dai legami. Per ricordarsi della caducità riprendeva spesso nelle armature da guerra il motivo del ciliegio, che divenne emblema di appartenenza alla propria classe. Nell’iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura protetta dall’armatura nello spettacolo incantevole della fioritura, e proprio come lui sarebbe potuto cadere per un colpo di spada inferto dal nemico, un improvviso temporale avrebbe fatto cadere a terra tutti i fiori. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l’unica maniera onorevole di andarsene, riflette nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è “hana wa sakuragi, hito wa bushi” ovvero come il fiore del ciliegio è il migliore tra i fiori, così il guerriero è il migliore tra gli uomini.
E in questo viaggio utilizzeremo i samurai come filo conduttore delle nostre visite a partire dalle prime testimonianze risalenti al periodo Heian fino ad arrivare alla carismatica figura di Saigō Takamori, alla cui ultima battaglia è ispirato il film “L’ultimo samurai” del 2003, sebbene il protagonista, interpretato da Ken Watanabe, si chiami Katsumoto.
Assisteremo al torneo di Sumo di Osaka, ceneremo in compagnia di una geisha, percorreremo le antiche vie di pellegrinaggio Kumano Kodō, ammireremo le perle a Mikimoto Pearl Island, trascorreremo due notti in un ryokan. Un viaggio gastronomico nel quale si potranno assaggiare tutti i più importanti tipi di cucina giapponese: “Kushiage”, “Yakitori”, “Shabu-shabu”, “Tempura”, “Kaiseki”, “Hida-gyu”, “Japanese Fusion”, “Sushi”, “Gyu-Kaku Japanese BBQ”, “Suki-yaki”, “Okonomi-yaki”, “Sashimi”, “Teppanyaki”, “Udon”, “Ramen”, “Katsudon”, “Teriyaki”, “Yakiniku”. In compagnia di una delle migliori guide parlanti italiano in Giappone.

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Informazioni

Quota base € 5900
Supplemento singola € 1500
CAMBIO APPLICATO (26/10/17):
1 EURO = 133 YEN

Eventuali adeguamenti valutari potranno essere applicati 20 giorni prima della partenza. La parte quotata in Yen corrisponde al 70% del totale.

La quota comprende

  • volo di linea KLM Venezia / Amsterdam / Osaka / Tokyo / Amsterdam / Venezia, inclusa franchigia bagaglio 23 Kg (bagaglio a mano in totale 12 Kg);

  • tasse aeroportuali;

  • assistenza in aeroporto (arrivo/partenza);

  • trasferimenti aeroporto/hotel/aeroporto;

  • trasferimenti, tour ed escursioni, come da programma con pullman riservato per tutto il tour;

  • trasporto separato dei bagagli da Nara a Toba e da Toba a Kanazawa;

  • 15 pernottamenti negli hotel indicati 4 e 5 stelle e in un Ryokan con sistemazione in camera doppia;

  • trattamento di pensione completa (ad eccezione delle cene del 22, 24 marzo, 1, 2 aprile; dei pranzi del 30 marzo, 4 aprile)

  • sistema di radioguide wireless intercom;

  • guida nazionale giapponese parlante italiano;

  • trasferimenti in treno espresso da Toba a Nagoya e da Nagoya a Takayama il 28 marzo;

  • accompagnatore DOIT VIAGGI dall’Italia;

  • entrate indicate nel programma;

  • assicurazione medico bagaglio.

La quota non comprende

  • bevande, mance (saranno raccolti € 70 dall’accompagnatore in loco) extra personali e quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

  • assicurazione contro l’annullamento per cause mediche certificate senza franchigia (in doppia € 195 – in singola 290)

Condizioni e polizze

Itinerario dettagliato

1° giorno: martedì 20 marzo
ITALIA – AMSTERDAM

Ritrovo dei partecipanti e partenza con pullman G. T. per l’aeroporto di Venezia in tempo utile per il volo di linea KLM KL 1650 in partenza alle ore 06:30. (Su richiesta la partenza può essere effettuata da Milano o Roma). Arrivo ad Amsterdam alle ore 08:40. Partenza per Osaka con il volo di linea KLM KL 867 alle ore 14:25. Pasti e pernottamento a bordo.

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2° giorno: mercoledì 21 marzo
OSAKA

Arrivo a Osaka alle ore 09:15. Incontro con la guida parlante italiano e partenza per una mezza giornata di visita città. Si inizia con il Santuario Sumiyoshi Taisha, uno dei più antichi del Giappone. Costruito nel 3° secolo prima dell’introduzione del buddismo, ha uno stile architettonico unico, definito Sumiyoshi-zukuri, che è privo di influenze del continente asiatico. Ci sono solo altri due stili architettonici esclusivamente giapponesi: lo stile Shinmei-zukuri nei santuari di Ise e quello Taisha-zukuri a Izumo Taisha. Lo stile Sumiyoshi-zukuri è caratterizzato da tetti rettilinei (al contrario dei tetti curvi comunemente costruiti nei secoli successivi) decorati da due serie di pomelli forgiati (chigi) e cinque sbarre orizzontali (katsuogi). Inoltre, gli edifici costruiti in stile Sumiyoshi-zukuri hanno il loro ingresso sotto il timpano e sono circondati da una recinzione. Il Sumiyoshi Taisha è il principale e più famoso di più di duemila santuari in questo stile che si trovano in tutto il Giappone. I santuari di Sumiyoshi sono dedicati ai kami (dèi shinto) che proteggono viaggiatori, pescatori e marinai in mare e si trovano vicino ai porti. Ci sono quattro sale principali ed è interessante notare come le prime tre siano posizionate in linea retta verso ovest, mentre la quarta si trovi proprio accanto alla terza, secondo un modello tipico del periodo di Nara (710-794) che si ispira alla geomanzia cinese. Pranzo in ristorante. Si prosegue con una piacevole passeggiata nel celebre quartiere dei divertimenti di Dotonbori. Inizia alla stazione di Namba, dove si dice si sia ispirato Ridley Scott per le scene di strada di Blade Runner: un arcobaleno di luci e insegne incluso il celebre uomo che corre Glico che è acceso dal 1935, un cacofonico groviglio di rumori e l’atmosfera vivace annunciano i suoi ristoranti famosi per la cucina locale takoyaki e okonomiyaki, negozi, teatri, bar, sale pachinko. Trasferimento allo Sheraton Miyako Hotel Osaka 4*. Cena e pernottamento in Hotel.

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3° giorno: giovedì 22 marzo
OSAKA

Colazione in Hotel. Inizia il nostro tour con la visita della capitale commerciale del Giappone. Situata sulla foce del fiume Yodo, che confluisce nella baia di Osaka, la città dispone di una rete di canali che si intersecano sulle sue strade affollate e che hanno storicamente giocato un ruolo importante nella creazione della ricchezza della città. Città antica e metropoli moderna al tempo stesso, Osaka ha dato i natali al prestigioso teatro di marionette Bunraku. Il quartiere di Umeda è il punto di partenza di ogni visita a Osaka. Attorno al nodo ferroviario composto dalle stazioni delle linee JR, Hankyu e Hanshin e delle tre stazioni della metropolitana, si ergono una quantità di centri commerciali e grattacieli. Città erede di un ricco passato nel commercio tessile all’ingrosso, Umeda registra un’impressionante concentrazione di uffici, banche o alberghi. Il suo centro commerciale sotterraneo, il più grande di tutto il Giappone, forma di per sé un’intera città. Si sale sull’Umeda Sky Building che offre una vista mozzafiato sulla città con la grande ruota rossa installata nella parte superiore dell’edificio Hep Five. Si prosegue con il Castello di Osaka costruito nel 1586 da Toyotomi Hideyoshi e considerato un tempo il più importante del Giappone. L’attuale fortezza, su cinque piani, è una copia dell’edificio originale e contiene una grande quantità di documenti e oggetti d’arte legati alla famiglia Toyotomi e alla vecchia Osaka. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio ci si reca all’ EDION Arena Osaka (Osaka Prefectural Gymnasium) per il torneo di Sumo.

SUMO

Il Sumo è lo sport nazionale del Giappone ed è una forma di lotta corpo a corpo nella quale due “rikishi”, atleti di dimensioni imponenti con una elaborata acconciatura simile a quella dei samurai del passato, si affrontano vestiti di nient’altro che di un “mawashi”, un perizoma di seta. Si posizionano dietro due linee bianche tracciate a terra con lo scopo di atterrare o estromettere l’avversario dal “dohyo”, la zona di combattimento costituita da un anello elevato di 4,55 metri di diametro su una piattaforma di creta e sabbia. Prima del combattimento gli atleti, che seguono una particolare dieta per raggiungere il loro peso ed allo stesso tempo rimanere agili e forti, battono con forza i piedi sul ring e partecipano ad un rituale di purificazione del terreno sul quale si troveranno a lottare. Questa ritualità è il chiaro richiamo alla religione Shinto ed alle “danze” che nell’antichità erano praticate nei templi dai lottatori. Il Sumo risale infatti a circa 1500 anni fa, in un tempo in cui gli uomini esibivano la propria forza come offerta alle divinità celesti ed è indissolubilmente legato alle tradizioni feudali nipponiche. All’origine il sumo, inteso come competizione, era praticato da lottatori (molto probabilmente samurai o ronin) come sport di intrattenimento, per avere dei guadagni addizionali. Il lottatore, nella sua vita di continuo allenamento e meditazione, è la perfetta sintesi tra un monaco guerriero e un samurai, additato dai giapponesi quale esempio di rettitudine e incarnazione del codice samuraico (Bushidō) e della millenaria tradizione Shintoista. I tornei si svolgono nei mesi dispari dell’anno, sempre nella stessa località, 3 volte a Tokyo ed una a Osaka, Nagoya, Fukuoka. I visitatori dell’impianto EDION Arena Osaka possono godersi i migliori incontri di oggi. Il torneo dura 15 giorni ed ogni giorno si alternano incontri fra i lottatori. Le categorie dei lottatori non si basano sul peso ma sulla loro bravura, sono molteplici e partono dalla divisione minore, Jonokuchi, per poi passare rispettivamente a Jonidan, Sandanme, Makushita, Juryo e Makuuchi. Più in alto della categoria Makushita ci sono le due divisioni professionistiche del Sumo (chiamate Sekitori): gli Juryo e i Makuuchi che rappresentano la divisione maggiore e che a loro volta sono suddivisi in Maegashira (dal livello 16 al livello 1) e Sanyaku. Quest’ultima è la categoria dei grandi campioni divisi in: Komusubi, Sekiwake, Ozeki e Yokozuna. Ogni giorno nelle ultime tre ore dalle 15 alle 18 si sfidano tutti i migliori atleti, fra cui i tre Yokozuna attualmente in attività, il titolo in assoluto più alto che possa essere raggiunto da un lottatore.

Cena in ristorante. Dopo cena avremo modo di tornare a Dotonbori il quartiere migliore per conoscere la cultura di questo popolo così diverso dal nostro: è considerato infatti una delle culle per l’identità culturale, che mescola la tradizione, il moderno e le tendenze “underground” della città. Insomma, è il quartiere più vivo, giovane e più caratteristico della città. Centro della vita notturna e punto di ritrovo dei giovani, offre una infinita varietà di locali: ristoranti, bar, nightclub, karaoke, game center e molti altri negozi che illuminano a giorno le ore notturne a Namba. Pernottamento in Hotel.

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4° giorno: venerdì 23 marzo
OSAKA – FUSHIMI – KYOTO

Colazione in Hotel. Partenza per il Tempio di Fushimi Inari Taisha, un importante santuario shintoista nel sud di Kyoto, famoso per le sue torii color vermiglio disposte su due fitte file parallele chiamate Senbon Torii (“migliaia di torii”), che, attraverso una rete di sentieri dietro i suoi edifici principali, conducono nella foresta del sacro monte Inari. Ha origini antichissime ed è il più importante di diverse migliaia di santuari dedicati a Inari, il dio scintoista del riso. Si prosegue per Kyoto. La prima visita è il Sanjūsangen-dō. Questo tempio fu costruito nel 1164 dal potente guerriero-politico Taira-no-Kiyomori e, dopo un rovinoso incendio, ricostruito nel 1266. E’ famoso per la sua statua in legno dalle undici facce, classificata Tesoro Nazionale del bodhisattva Kannon. Inoltre, con i suoi 118 metri di lunghezza, è l’edificio in legno più lungo del mondo. Due statue potenti e dinamiche del dio del tuono e del dio del vento sono poste ai lati della sala del tempio su piedistalli in rilievo a forma di nube. Erano adorati come divinità che controllavano pioggia e vento e portavano buoni raccolti. Queste statue sono autentici capolavori del periodo Kamakura (12°-14° secolo). Le 28 statue disposte in linea retta davanti alle 1001 più piccole sempre in legno di cipresso che riproducono Kannon sono divinità guardiane che lo proteggono. Molte di queste divinità, le cui immagini mistiche sono espresse in maniera vivida, hanno la loro origine nell’antica India. Tecnicamente queste statue sono state assemblate: braccia e teste sono stati intagliate a parte, poi unite insieme, rivestite con lacca e finite con la colorazione. 124 furono fatte nel 12° secolo mentre le rimanenti 876 risalgono al 13° secolo quando il tempio è stato rinnovato. Pranzo in ristorante. Le visite proseguono con il Tempio Nanzenji che si trova alla base delle montagne Higashiyama ed è uno dei più importanti templi zen in tutto il Giappone, comunque il principale della setta Rinzai. Risale alla metà del 13° secolo, quando l’imperatore Kameyama costruì la villa dove si sarebbe ritirato e in seguito fu trasformato in un tempio Zen. Andò distrutto durante le guerre civili del tardo periodo Muromachi (1333-1573): il più antico degli edifici attuali venne costruito dopo tale periodo. Si entra dalla porta d’ingresso Sanmon costruita nel 1628 dal clan Tokugawa per i soldati morti durante l’assedio del castello di Osaka nel 1615. Superata la Dharma Hall, una grande sala conferenze chiusa al pubblico c’è l’Hojo, famoso per il suo giardino di pietra le cui rocce si dice assomiglino a tigri e cuccioli che attraversano l’acqua. Molto pregevoli anche i dipinti sulle porte scorrevoli fusuma con rappresentazioni più realistiche di tigri in foglia d’oro. Fuori dell’Hojo c’è un grande acquedotto in mattoni risalente al periodo Meiji (1868-1912), parte di un sistema di canali costruito per portare acqua e merci tra Kyoto e il lago Biwa nella vicina prefettura di Shiga. La giornata si conclude con una passeggiata nel quartiere storico di Gyon, reso immortale dal romanzo “Memorie di una geisha”. Nelle strade dalle case che evocano la perfezione architettonica del Giappone antico e dove passeggiano le eleganti maiko (apprendiste geisha), si ritrova un’atmosfera unica. È anche un luogo dove si trovano numerosi negozi che vendono manufatti tradizionali tipici dell’artigianato artistico della città. Trasferimento all’ Hotel Nikko Princess Kyoto 4*. Ci si reca in taxi per la cena Sushi Set in una sala riservata al Ristorante “Ganko Takasegawa Nijoen” in compagnia di una maiko. Pernottamento in Hotel.

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5° giorno: sabato 24 marzo
KYOTO

Colazione in Hotel. Intera giornata di visite in pullman riservato della città più affascinante del Giappone. Kyoto è stata la capitale del Giappone per più di un migliaio di anni dal 794 al 1868 ed è divenuta, nel corso di questi secoli, la culla di gran parte di ciò che il paese ha prodotto di più elaborato nel campo delle arti, della cultura, della religione o delle idee. Si iniziano le visite con il Tempio buddista Kiyomizu (letteralmente “Tempio dell’Acqua Pura”) uno dei templi più celebri del Giappone. E’ stato fondato nel 780 sul sito della Cascata Otowa ai piedi della collina boscosa di Higashiyama a est di Kyoto. Il tempio è stato originariamente associato con la setta Hosso, una delle scuole più antiche del buddismo giapponese e ha poi formato una propria setta Hosso Kita nel 1965. E’ registrato come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1994. Una caratteristica di Kiyomizu è il palco di legno che si protende dalla sua sala principale, 13 metri sopra il pendio sottostante, offrendo ai visitatori una bella vista della città di Kyoto in lontananza fra alberi di ciliegio e aceri che si accendono in un mare di colori in primavera e in autunno. Entrambi sono stati costruiti senza usare alcun chiodo e contengono una bella statua di Kannon. Dietro c’è il santuario, dedicato alla divinità dell’amore che favorisce incontri e matrimoni. Di fronte al santuario ci sono due pietre distanti 18 metri l’una dall’altra: riuscire ad andare da una all’altra con gli occhi chiusi si dice che porti fortuna nel trovare l’amore. La cascata Otowa scende alla base della sala principale di Kiyomizu e le sue acque sono divise in tre flussi separati. I visitatori utilizzano tazze dai lunghi manici con cui poter bere una delle tre acque ognuna delle quali si dice abbia un diverso beneficio: favorire la longevità, il successo, o una vita sentimentale fortunata. Ma perché funzioni se ne può bere una sola. Si prosegue con il Castello di Nijo costruito nel 1603 come residenza ufficiale di Kyoto del primo Shogun Tokugawa, Ieyasu. Fu completato nel 1626 dal terzo Shogun Tokugawa, Iemitsu, con l’aggiunta di alcune strutture trasferite dal Castello di Fushimi (costruito nel periodo Momoyama, 1573-1614). Il Castello Nijo è uno dei migliori esempi del primo periodo Edo e della cultura Momoyama in Giappone, in quanto fa largo uso di disegni degli edifici d’epoca, dipinti, sontuose sculture che Iemitsu aveva generosamente commissionato. Nel 1867, quando Yoshinobu, 15° Shogun Tokugawa restituì la sovranità all’imperatore, il castello divenne proprietà della famiglia imperiale. Fu donato alla città di Kyoto nel 1939. E’ registrato come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1994.

Pranzo in ristorante. La successiva visita è al Tempio di Kinkaku-ji, o “Padiglione d’Oro”. Quest’area era il sito di una villa chiamata Kitayama-dai di proprietà di uno statista, Saionji Kintsune. Fu poi acquistata da Ashikaga Yoshimitsu, 3° shogun del periodo Muromachi (1336-1573). Alla sua morte fu trasformata in tempio da Muso-kokushi, che ne divenne il primo abate. Il nome del tempio, Rokuon-ji derivava dal nome che Yoshimitsu aveva dato all’aldilà, Rokuon-in-den. Un meraviglioso giardino si estende davanti a questo padiglione ricoperto con foglie d’oro, replica perfetta dell’edificio originale distrutto nel 1950 e ricostruito nel 1955. E’ registrato come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1994. Il brillante riflesso del Padiglione d’Oro nello specchio d’acqua del lago è una vista di eccezionale bellezza, che fa del Kinkaku-ji uno dei luoghi più famosi del Giappone. A questa splendida vista che rappresenta il Paradiso Buddhista, fa da sfondo il Monte Kinugasa. Il giardino grazie alla perfetta armonia di tutti questi elementi è uno splendido esempio dell’architettura dei giardini del periodo Kamakura e appartiene alla tipologia dei giardini del paradiso, creati per evocare il paradiso buddhista e formati da “paesaggi presi in prestito”: gli alberi e le montagne al di là dei confini diventano infatti parte integrante del giardino stesso, mentre le pietre formano sponde e isole rocciose. Dal punto di vista contemplativo questo giardino è classificato (per il modo in cui deve essere guardato) come “funa asobi”, ovvero appartiene a quel tipo di giardini creati intorno a un lago che andrebbero osservati da una barca. L’ultima visita è al Ryoan-ji Temple. Lo stagno è stato realizzato alla fine del 12° secolo. Fino a pochi anni fa nello stagno si vedevano molte anatre mandarine, per cui Ryoanji era generalmente conosciuto come Oshidoridera, il tempio delle anatre mandarine. L’acqua sgorga dai due scogli a sud e sull’isolotto Bentenjima c’è una sala, in cui è ospitata l’immagine di Sarasvati. Questo semplice ma incantevole giardino rettangolare Zen misura solo venticinque metri da sud a nord ed è completamente diverso dagli splendidi giardini di corte nobili costruiti nel Medioevo. Non si vede nessun albero: nel giardino sono utilizzate solo quindici rocce e ghiaia bianca. Le pareti sono fatte di argilla bollita in olio. Col passare del tempo ha assunto un design peculiare dato dall’olio fuoriuscito. Questo famoso giardino roccioso è stato creato alla fine del periodo Muromachi (intorno al 1500), da un monaco Zen molto venerato, Tokuho Zenketsu. Il tempio Ryoanji era originariamente una casa di campagna del Clan Tokudaiji. Fu acquistato nel 1450 da Hosokawa Katsumoto per farne un tempio di formazione Zen. E’ stato distrutto da un incendio durante la Guerra Onin e fu ricostruito nel 1499. E’ registrato come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1994. La pietra lavandino per la sala da tè, la “Tsubukai” ha un’iscrizione unica, “imparo solo per essere contento”. Chi impara solo per essere contento è spiritualmente ricco, mentre quello che non impara per essere contento è spiritualmente povero anche se è materialmente ricco. Questo concetto è importante nello spirito Zen. Il “Tsubukai” si dice sia stato donato da Mitsukuni Mito (1628-1700), un feudatario che ha scritto la grande storia del Giappone conosciuta come “Dainippon-shi”. La sala da tè Zoroku è nel tipico stile preferito da Kishuza, un maestro del tè dei primi anni del 17° secolo. Zoruku significa tartaruga, che è il simbolo di Genbu, il Dio guardiano del nord. Pernottamento in Hotel.

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6° giorno: domenica 25 marzo
KYOTO – UJI – NARA

Colazione in Hotel. Partenza per Uji. Si visita il Tempio Byodo-in, originariamente costruito nel 1052 da Fujiwara Yorimichi che al tempo era il kampaku (consigliere capo) dell’imperatore. La sala della Fenice è stata costruita l’anno successivo, come la sala Amitabha (tesoro nazionale) per contenere una statua di Amitabha Tathagata (anch’essa tesoro nazionale). Il giardino, nello stile paesaggistico “Jodo”, è considerato un sito storico, luogo di rara bellezza paesaggistica. La “Suhama” (spiaggia di sabbia), l’“Hirabashi” (ponte piatto), il “Soribashi” (ponte ad arco), e la “Kojima” (isola) circondano la sala della Fenice. Byodoin ospita numerosi beni culturali del periodo Heian: dipinti raffiguranti Amitabha nei nove gradi di rinascita nella Terra Pura in stile Yamato-e, il tempio buddista a campana, e la coppia di fenici, tutti considerati tesori nazionali. Particolarmente eccezionali sono le 52 statue di Bodhisattva che cavalcano sulle nuvole mentre ballano o suonano vari strumenti musicali, l’unico gruppo esistente di statue buddiste dell’11° secolo. Si prosegue per Nara, antica capitale del Giappone dal 710 al 794, ricordata anche come culla dell’arte, della letteratura e della cultura giapponese. E’ stata inserita con la vicina Uji tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Ci si reca quindi alla casa della cerimonia del tè Tahio-an.

CERIMONIA DEL TE’

Nota come “Sado”, esprime la filosofia Zen di vivere il momento. E’ un elaborato rituale eseguito in un ambiente tranquillo, e rappresenta sia un esercizio di contemplazione e conversazione che un momento di riposo. Gli utensili e le ciotole utilizzati sono di fattura finissima, per arricchire con la loro bellezza questa esperienza estetica. Come contrappunto al sapore amaro del tè vengono serviti dei dolci tradizionali, i “wagashi”. L’ospite deve dire “per favore mangia il dolce” e chi lo riceve deve rispondere “okashi o choudai itashimasu” che significa “sto ricevendo il dolce”. Allo stesso modo prima di bere il tè occorre dire “ otemae choudai itashimasu”, cioè “sto ricevendo il tè” e girare in senso orario due volte la tazza, “chawan.

Pranzo in ristorante. Visita al Tempio buddista Todaiji costruito nel periodo Nara (710-794) per volere dell’imperatore Shomu (724-749). Era uno dei tanti templi provinciali costruiti dallo stato, ma dal momento che l’oggetto di culto è il Buddha Vairocana (“Buddha che brilla in tutto il mondo come il sole”), è stato costruito un magnifico tempio in modo da riflettere tale importanza. Serve sia come luogo di preghiera per la pace e il benessere sulla terra sia come centro di ricerca dottrinale buddista. Nel corso dei secoli a Todaji si sono formati molti famosi sacerdoti studiosi. Fu fondato dal vescovo Roben, ed è ad oggi il tempio principale della setta Kegon del Buddhismo. L’oggetto principale di culto è il Buddha Vairocana, che è anche la figura principale nel Sutra Kegon. La statua di Buddha Vairocana è realizzata in bronzo fuso successivamente placcato in oro, è stata consacrata nel 752, ma è stata danneggiata e riparata più volte nei secoli successivi. Le attuali mani della statua sono state fatte nel periodo Momoyama (1568-1615), e la testa è stata fatta nel periodo Edo (1615-1867). La Sala del Grande Buddha è stata bruciata in incendi causati dalle guerre nel 1180 e 1567, e l’edificio attuale è in realtà la struttura di terza generazione costruita nel periodo Edo. La larghezza della costruzione è inferiore di circa il 33% rispetto a quella originaria, ma è ancora considerata la più grande struttura di legno nel mondo. Si prosegue con il Santuario shintoista Kasuga famoso per le 3000 lanterne di pietra e di bronzo che vengono accese durante due Festival, in febbraio e agosto. È dedicato alla divinità protettrice della città ed è stato anche il santuario dei Fujiwara, il più potente clan familiare del Giappone durante i periodi Nara ed Heian. Come i santuari di Ise anche Kasuga Taisha veniva ricostruito periodicamente ogni 20 anni, ma questa usanza è stata interrotta alla fine del periodo Edo. Trasferimento all’ Hotel Nikko Nara 3* sup. Cena e pernottamento in Hotel.

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7° giorno: lunedì 26 marzo
NARA – KUMANO – NACHI – KII KATSUURA

Colazione in Hotel. I bagagli verranno spediti all’Hotel di Toba dove si pernotterà il giorno dopo 27 marzo, mentre, attrezzati con un bagaglio a mano più piccolo con il necessario, si parte in pullman riservato per Kumano. Tra le molte foreste del Giappone, nessuna è probabilmente intrisa di mistero e spiritualità come la foresta di Kumano, attraversata dalle antiche vie di pellegrinaggio, i Kumano Kodō, che si snodano lungo la penisola di Kii, la maggiore penisola del Giappone. L’esistenza di questi percorsi è attestata fin dal periodo Heian (794-1192). Sono registrati come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 2004 sotto la denominazione “Siti sacri e vie dei pellegrini nella penisola di Kii”. Delimitati ai bordi con pietre di muschio e statuine del dio Jizo, portano a grandi templi shintoisti, conosciuti come i tre santuari di Kumano. Bellezza e mistero, che sono la quintessenza della natura in Giappone, qui sono concretamente percepibili. Queste strade possono essere divise in tre sotto-vie: “Kiji”, “Kohechi” e “Iseji”. La via “Kiji” si snoda lungo la costa occidentale della penisola fino alla città di Tanabe dove si biforca in “Nakahechi” e “Ohechi”. I “Tre santuari shintoisti di Kumano” sono il Kumano Hongu Taisha nella città di Tanabe, il Kumano Hayatama Taisha di Shingu e il Kumano Nachi Taisha a Nachisan. Il santuario più grande e più venerato è il Kumano Hongu Taisha, situato in un fitto bosco propizio alla serenità, al centro della rete delle vie di pellegrinaggio. Fin dall’antichità si dice che gli dèi vivano qui. Custodisce sia la propria divinità, Hongu Taisha sia le divinità degli altri due santuari, Hayatama Taisha e Nachi Taisha, e la dea del sole Amaterasu.

Pranzo in ristorante. Il Kumano Nachi Taisha è uno dei tre santuari di Kumano, situato a pochi chilometri da Katsuura. Il santuario è il sito religioso che meglio esemplifica qui la fusione delle influenze buddiste e scintoiste. La venerazione dei santuari del Kumano come luoghi santi per lo shintoismo è anteriore all’introduzione in Giappone a metà del 6 ° secolo del Buddismo, che, una volta arrivato, mise radici in fretta, e invece di competere con la religione locale per l’autorità religiosa, iniziò un lungo processo di armoniosa integrazione. Il risultato di questo rapporto congeniale può essere compreso a Nachi Taisha. Proprio accanto al Santuario principale c’è il tempio buddista Seigantoji. In effetti, per la maggior parte della loro storia gli edifici non ebbero autorità separate, ma funzionarono come un’unica istituzione religiosa. Per sperimentare i sentieri, si può effettuare una breve passeggiata fino al Daimon-Zaka. Il percorso pavimentato con pietre e delimitato da grandi sempreverdi conduce 600 metri più in alto fino alle porte di Nachi Taisha. A breve distanza dal Seigantoji e dal Nachi Taisha c’è la cascata più alta in Giappone con i suoi 133 metri, la Nachi no Taki. Trasferimento a Kii Katsuura al Ryokan Katsuura Gyoen. Il momento migliore per effettuare un bagno rilassante nell’acqua calda della “onsen”, la fonte termale naturale, è prima della cena. Cena a buffet e pernottamento al ryokan.

RYOKAN

E’ il tipico albergo giapponese risalente all’epoca Daimyo. Lasciate le scarpe all’ingresso, un caldo corridoio di legno conduce alle stanze. Le camere sono grandi stanze, il cui pavimento è ricoperto con il “tatami” (stuoia di paglia di giunco bordata con una striscia di tessuto). Il mobilio è costituito solamente da un tavolo basso e da porte scorrevoli, gli “shoji”. Si dorme su un caldo e soffice “futon” (materasso realizzato con materiali naturali) che sostituisce il letto tradizionale e viene srotolato alla sera dalle cameriere direttamente a contatto con il tatami. Si indossa un comodo “yukata”, un kimono informale di cotone che diventa l’abbigliamento abituale durante la permanenza nel Ryokan. Quando fa più freddo viene messa a disposizione una giacca da indossare sopra, il “tanzen”. La maggior parte dei ryokan dispone di una vasca comune con acqua termale, di cui uomini e donne usufruiscono separatamente.

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8° giorno: martedì 27 marzo
KII KATSUURA – TOBA

Colazione in Hotel. Intera giornata di escursioni in pullman riservato a Ise e Toba. Si iniziano le visite con l’Ise Jingu costituito da due santuari: il Santuario esterno (Geku), che è dedicato a Toyouke, la divinità Shinto dell’abbigliamento, del cibo e dell’alloggio, e il Santuario interno (Naiku), dedicato alla divinità più venerata Amaterasu, dea del Sole. Il santuario di Ise custodisce il Sacro Specchio raffigurante Amaterasu, un tesoro nazionale che lo rende il più importante sito sacro dello Shintoismo. L’accesso all’area dove è custodito lo Specchio è strettamente limitato ed escluso a laici e turisti. Naiku e Geku si trovano a diversi chilometri di distanza l’uno dall’altro, ai piedi delle colline boscose. A differenza di molti altri santuari shintoisti, i Santuari di Ise sono costruiti in uno stile architettonico prettamente giapponese, senza alcuna altra influenza del continente asiatico. Si ritiene che Naiku sia stato fondato nel 3 ° secolo e Geku nel 5 ° secolo. Sono carichi di fascino per la loro estrema semplicità: null’altro che alberi verdi, sentieri di ghiaia e le strutture del santuario di legno appena dipinte. I santuari Naiku e Geku sono entrambi ricostruiti ogni 20 anni, secondo un’antica tradizione scintoista. Per questa ragione uno spazio vuoto viene lasciato accanto ad ogni edificio di culto per la ricostruzione successiva. La 62^ ricostruzione del Santuario di Ise è stata completata nel 2013 e la successiva avverrà nel 2033.

Pranzo in ristorante locale. Si continua il tour fino alla Mikimoto Pearl Island, un eccellente museo sulle perle, sulla loro coltivazione, su Mikimoto Kokichi, la prima persona che è riuscito a coltivarle. L’isola si trova nella baia di Toba ed è accessibile tramite un ponte. Mikimoto Kokichi, nato a Toba nel 1858, divenne la prima persona a coltivare con successo le perle nel 1893. Aprì il primo negozio nel 1899. Qui lavorano le pescatrici di perle, note come “Ama” (letteralmente “donne del mare”), che si occupano di depositare e raccogliere le ostriche. Nell’adiacente Pearl Plaza si possono ammirare ed acquistare una vasta gamma di gioielli con le perle. Trasferimento al Toba Hotel International 4*. Cena e pernottamento in Hotel.

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9° giorno: mercoledì 28 marzo
TOBA – TAKAYAMA

Colazione in Hotel. I bagagli verranno spediti all’Hotel di Kanazawa dove si pernotterà il giorno dopo 26 marzo, mentre, attrezzati con un bagaglio a mano più piccolo con il necessario, si parte per Takayama dalla Stazione di Toba alle 08:30 con treno espresso. Si raggiunge la stazione di Nagoya alle 11:03, dove si cambia treno e si riparte alle 11:43 con treno espresso per Takayama. Box lunch sul treno. Alle 14:09 si raggiunge quindi la tradizionale cittadina di Takayama nel cuore delle Alpi giapponesi che ha conservato molta dell’atmosfera del Giappone antico. Per le sue risorse di legname pregiato, Takayama e la Regione di Hida furono messe sotto il controllo diretto dello shogunato Tokugawa nel 1692. Visita alla Takayama Jin’ya. Fu la sede degli uffici dello shogunato di Edo dal 1692 al 1868. Unico edificio di questo tipo tuttora esistente, è riconosciuto come sito storico di importanza nazionale. Lo shogunato governò direttamente circa sessanta territori in varie e importanti zone del Giappone chiamate tenryo. L’intero edificio fu in uso durante i 176 anni in cui la provincia di Hida (l’attuale regione di Takayama) fu territorio tenryo. Per venticinque generazioni i capi amministrativi chiamati “daikan”, in seguito promossi a “gundai”, furono inviati da Edo per questioni amministrative, tra cui la riscossione delle tasse, finanziarie, giudiziarie, di polizia e gestione dei beni forestali. Accanto all’edificio principale si trova il più grande magazzino di riso in Giappone ed ora funziona come un museo con effetti personali, documenti ufficiali e vecchie mappe dei signori feudali del passato. Sistemazione in un tipico Hotel giapponese, il Ryokan Takayama Kanko Hotel. Il momento migliore per effettuare un bagno rilassante nell’acqua calda della “onsen”, la fonte termale naturale, è prima della cena. Tipica cena “Kaiseki” e pernottamento al ryokan.

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10° giorno: giovedì 29 marzo
TAKAYAMA– SHIRAKAWAGO – KANAZAWA

Colazione giapponese al ryokan. Si visita la Takayama Yatai Kaikan dove sono esposti quattro carri del festival autunnale (yatai) riccamente decorati, il miglior esempio della antica e leggendaria arte di Takayama. Il Festival di Takayama si tiene in primavera e in autunno ed è classificato come uno dei tre più belli del Giappone. Si visita l’animatissimo mercato del mattino di Miyagawa e la San-machi Old Street, con le sue caratteristiche costruzioni, case di mercanti, locande tipiche, fabbriche di sakè, case da tè. Partenza in pullman riservato per il vecchio villaggio di Shirakawago, situato alla sorgente del fiume Sho nel nord della prefettura di Gifu e registrato come Patrimonio mondiale dell’Unesco nel dicembre 1995, incastonato fra suggestivi panorami montani con le antiche fattorie, le “Gashozukuri” della valle di Shokawa con il tetto di paglia a doppio spiovente la cui struttura, adatta alle abbondanti nevicate invernali, ricorda delle mani giunte in preghiera. Le alte mansarde sotto i tetti aguzzi venivano utilizzate per l’allevamento dei bachi da seta. La pianta della città di Ogimachi con 114 case in stile Gassho, il maggior numero esistente, era già formata agli inizi del Medioevo e prosperò con l’arrivo di Yamashita Ujikatsu, il signore del castello. Dal ponte osservatorio si ha una bellissima visione panoramica di Shirakawago. Terminata la visita ad una Gashozukuri, la casa Wada, pranzo in ristorante. Partenza con pullman riservato per Kanazawa, famosa per i suoi giardini e i suggestivi vecchi quartieri di geishe e samurai. Visita alla Ochaya Shima (= vecchia casa del te) in Higashichaya-gai. Sistemazione all’ ANA Crown Plaza Hotel Kanazawa 4*. Cena in ristorante. Pernottamento in Hotel.

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11° giorno: venerdì 30 marzo
KANAZAWA – MATSUMOTO – LAGO KAWAGUCHI

Colazione in Hotel. Si visita il Giardino Kenroku-en, uno dei tre più belli del Giappone. E’ un giardino in “stile passeggiata” nel paesaggio con le caratteristiche di un tipico paesaggio del periodo Edo. Originariamente il giardino esterno del Castello di Kanazawa si trovava sul pendio di fronte al castello. Nel 1676, il 5° daimyo Maeda Tsunamori spostò sul pendio la costruzione della sede amministrativa, costruì una casa di villeggiatura denominata “Renchiochin” e iniziò a modificare il paesaggio progettando un giardino chiamato “Renchitei” nella zona circostante. Tuttavia villa e giardino andarono a fuoco nel 1759. L’11° daimyo Harunaga ha ripristinato il giardino con la creazione della Cascata Midoritaki (di smeraldo) e la costruzione nel 1774 di quello che oggi è il più antico edificio del giardino, lo Yugao Tei. Nel 1822, il 12° daimyo Narinaga ha costruito la splendida Villa Takezawa sulla pianura Chitosedai a est del castello, anche se vi erano già le case della servitù e la scuola del clan. Ha sviluppato il giardino disegnando ruscelli sinuosi, utilizzando l’acqua del sistemo idrico Tatsumi e costruendo ponti di pietra su di essi. Nell’anno del completamento della Villa Takezawa, il daimyo Narinaga chiese a Rakuo Shirakawa di dare un nome al giardino. Gli diede il nome di un giardino che unisce i sei attributi di un perfetto giardino paesaggistico: spaziosità, isolamento, artifici, oggetti antichi, corsi d’acqua e panorami. Il nome deriva da un libro di giardinaggio scritto da Li Gefei, un famoso poeta cinese. Narinaga morì due anni dopo il completamento della Villa Takezawa. In quel luogo dopo che la villa è stata successivamente distrutta, il 13° daimyo Noriyasu ha ampliato lo stagno Kasumigake e ha aggiunto altri ruscelli tortuosi che si armonizzano con il giardino Renchitei. Così venne completata la struttura del presente ampio giardino. Il 7 maggio 1784, quando quel sistema di dominio fu abolito, il giardino Kenrokuen fu aperto al pubblico, è stato designato sito nazionale di bellezza scenica l’8 marzo 1922 e sito nazionale di speciale bellezza scenica il 20 Marzo 1985. Si passeggia fra le vecchie case dove abitavano i samurai e le loro famiglie a Nagamachi, un distretto situato ai piedi del vecchio Castello di Kanazawa. L’area conserva un’atmosfera storica che si apprezzerà visitando la Nomura-ke, una residenza di samurai con un bellissimo giardino, restaurata con manufatti originali. Poi, in circa tre ore si raggiunge Matsumoto. Partenza per Matsumoto. Visita al Castello di Matsumoto, uno dei più belli e completi tra i castelli originali del Giappone. Si tratta di un “hirajiro”, un castello costruito sulla pianura invece che su una collina o una montagna. La sua unicità è data dal fatto che presenta sia un mastio secondario che una torretta accanto al mastio principale. La struttura del castello emana un’aria di grandezza e di equilibrio, l’interno in legno offre un’autentica esperienza al contrario di quelli ricostruiti in cemento armato. Caratteristiche interessanti del castello sono le ripide scale di legno, le aperture per scagliare pietre sugli invasori, quelle per gli arcieri e la piattaforma di osservazione al sesto piano con una bella vista sulla città. In pullman si raggiunge infine il Lago Kawaguchi. Trasferimento all’Hotel Regina Kawaguchiko 4*. Cena e pernottamento in Hotel.

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12° giorno: sabato 31 marzo
LAGO KAWAGUCHI – KAMAKURA – TOKYO

Colazione in Hotel. Si inizia con una visita al Parco Oishi, un parco pubblico situato sulla sponda nord del lago Kawaguchi da dove si può ammirare una bellissima vista del monte Fuji e del lago. Si prosegue con le Cantine Akafuji dove avremo modo di assaggiare i vini locali. Yamanashi è la più importante regione produttrice di vini. Partenza in pullman riservato per Kamakura. Si tratta di una piccola città costiera, ricca di templi, con un’atmosfera accogliente. Della presenza del governo feudale che si insediò in questa città nel 1192, Kamakura conserva ancora un patrimonio storico di fondamentale importanza. Il modo migliore per scoprire Kamakura è addentrarsi nelle sue strade. I celebri templi della città trasportano dolcemente il visitatore nel XII secolo, in pieno periodo Kamakura. Pranzo in ristorante. Il Grande Buddha seduto, Amida Nyorai conosciuto con il nome familiare di Daibutsu di Kamakura è la divinità del Tempio di Kotoku-in. E’ una statua gigante di 11,3 metri di altezza e 121 tonnellate di peso, che raffigura il Buddha nella posizione del loto sotto la volta celeste. La costruzione del Daibutsu è iniziata nel 1252 e proseguita per circa dieci anni. I costi di costruzione del Daibutsu sono stati sostenuti dal sacerdote Joko, che convinse con successo i membri della comunità a fare le donazioni necessarie. Tra i registri del tempio, il nome di Hisatomo Tanji è indicato come l’artigiano responsabile della fusione del Daibutsu, e nella tradizione orale compare un altro uomo conosciuto come Gorouemon Ohno, ma il progettista del modello originale e molti altri dettagli che circondano la costruzione rimangono sconosciuti fino ad oggi. Si pensa che la sala che ospitava il Daibutsu sia stata distrutta due volte da forti venti nel 1334 e nel 1369. Di sicuro non è stata più ricostruita dopo il XV secolo. La visita successiva è al Tempio Hase-Kannon famoso per il suo edificio principale di legno e il suo magnifico giardino in stile giapponese. Secondo la leggenda, nel 721 il pio monaco Tokudo Shonin trovò un grande albero di canfora nelle foreste della montagna vicino al villaggio di Hase nella regione di Nara. Capì che il tronco dell’albero era così grande che avrebbe potuto fornire legno sufficiente per scolpire due statue di Kannon con undici teste. La statua che egli ordinò fosse scavata nella parte inferiore del tronco venne posizionata nel Tempio Hasedera nei pressi di Nara; la statua ricavata dalla metà superiore (la più grande delle due) fu gettata in mare nei pressi dell’attuale Osaka con la preghiera che sarebbe riapparsa per salvare le persone. Quindici anni dopo, la notte del 18 giugno del 736, comparve sulla spiaggia Nagai della penisola di Miura non lontano da Kamakura emanando raggi di luce. La statua venne portata a Kamakura e le fu costruito un tempio in suo onore. Da tempo immemorabile il Tempio Hasedera è diventata la 4° stazione tra i 33 luoghi santi nella zona di Kanto. Partenza per Tokyo. Trasferimento all’Hotel New Otani Tokyo The Main 5*. Cena buffet in hotel. Pernottamento in Hotel.

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13° giorno: domenica 1 aprile
TOKYO

Colazione in Hotel. Intera giornata di visita in pullman riservato della capitale. L’area metropolitana di Tokyo ospita un quarto della popolazione giapponese, 12 milioni di anime che vivono nei confini della città. La prima visita è nella Piazza del Palazzo Imperiale. Una volta era il Castello di Edo ed è ancora protetto dai profondi fossati scavati originariamente, mentre splendide porte e antiche torri di guardia punteggiano le mura a intervalli regolari. Il Nijubashi, un elegante ponte a due archi, conduce all’ingresso principale aperto al pubblico in alcune occasioni. Il Giardino Orientale (Higashi Gyoen) era occupato dal mastio originale. Si passeggia poi nelle strade di Ginza, famoso quartiere dello shopping di lusso con ristoranti, gallerie d’arte, locali notturni e bar, i suoi prestigiosi grandi magazzini ricchi di storia e tradizione, le boutique famose come Chanel e Gucci e altre con l’abbigliamento più informale come Uniqlo e Forever 21. All’incrocio fra la via centrale Chuo-Dori e Harumi-Dori si trovano palazzi che sono divenuti simboli di Ginza come i grandi magazzini Mitsukoshi e la torre dell’orologio Wako. Pranzo in ristorante. La visita successiva è al Santuario Meiji dedicato all’imperatore e all’Imperatrice Meiji, un edificio particolarmente rappresentativo dell’arte scintoista al centro di un lussureggiante parco con circa 100.000 alberi. Nel distretto di Harajuku si procede con una breve passeggiata nella Takeshita Street, una strada pedonale molto popolare tra i giovani adolescenti ricca di boutique, caffè, ristoranti e piccoli negozi indipendenti noti come “negozi antenna”, perché espongono prototipi per test-marketing e individuano le tendenze. L’ultima visita della giornata è al grattacielo del Tokyo Government Office. Rientro in Hotel. Pernottamento in Hotel.

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14° giorno: lunedì 2 aprile
TOKYO

Colazione in Hotel. Si inizia con l’Ueno Imperial Park, forse il più importante spazio pubblico a Tokyo, l’equivalente del Central Park di New York. Qui troveremo la statua del carismatico Saigō Takamori con il suo cane, al tempo stesso guerriero e diplomatico che giocò un ruolo fondamentale nella Restaurazione Meiji. Fu infatti una figura di spicco tra coloro che si opponevano alla modernizzazione del Giappone oltre che ad essere uomo guida del governo anche se per un breve periodo. Per aver guidato la Ribellione di Satsuma, in cui fu profondamente determinato nel costituire un’accademia di samurai pronti a combattere contro il governo centrale, divenne “l’ultimo Samurai”. Per meglio completare il nostro percorso storico, si visita il Museo Nazionale di Tokyo istituito nel 1872, il più grande del Giappone con una collezione di più di 110.000 oggetti, reperti archeologici e oggetti di arte antica provenienti anche da altre aree dell’Asia. Dopo aver completato la passeggiata nel parco ci si reca nel quartiere di Asakusa per una fuga nel passato di Tokyo. Pranzo in ristorante. Ad aprire l’accesso c’è l’imponente portale Kaminari-mon, la Porta del Dio del Tuono con la sua ampia lanterna di carta rossa che conduce nella strada principale, la Nakamise dori che conduce all’emblematico Tempio Sensoji, il più antico della città, dedicato alla divinità della misericordia Kannon. Le numerose strade isolate e strette, sono fiancheggiate da vecchie case e botteghe che vendono oggetti tradizionali, dai kimono ai pettini fatti a mano, souvenir, vestiti eccentrici, parrucche da Samurai, giocattoli, lecca lecca a forma di Hello Kitty e Doraemon. Sarà l’occasione per gli ultimi acquisti prima del rientro in Italia. Infine ci si imbarca per una breve crociera sul fiume Sumida. L’ultima visita della giornata è ad Hama Rikyū, un grande e attraente giardino paesaggistico nel centro di Tokyo accanto alla baia, con alcuni stagni di acqua di mare che cambiano col livello delle maree. Il giardino in stile tradizionale è in netto contrasto con i grattacieli del quartiere adiacente di Shiodome, è stato originariamente costruito come residenza feudale a Tokyo e parco per la caccia alle anatre nel periodo Edo. Sono ancora visibili varie tende da caccia ricoperte di anatre, i resti di un vecchio fossato e di una parete rocciosa ricostruita. Rientro in Hotel. Pernottamento in Hotel.

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15° giorno: martedì 3 aprile
TOKYO – NIKKO – TOKYO

Colazione in Hotel. Intera giornata di visite in pullman riservato. Nikko è una meraviglia di bellezze naturali e di insuperabili capolavori architettonici del Giappone. Fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1999. Il punto focale della città è il Santuario di Toshogu, completato nel 1636 e dedicato al fondatore dello shogunato dei Tokugawa. A differenza di altri santuari scintoisti, caratterizzati da un tipo di architettura purificata e in perfetta fusione con il paesaggio circostante, questo sprigiona un’esuberanza di colori, di applicazioni di lamine d’oro e di sculture di ogni genere. In particolare, esso custodisce la famosa scultura delle Tre scimmie della saggezza: “non odo ciò che non si deve udire, non dico ciò che non si deve dire, non vedo ciò che non si deve vedere”, così come quella del Gatto dormiente. La successiva visita è all’imponente Cascata di Kegon-no-taki alta 97 metri, una delle più famose del Giappone, e al Lago Chuzen-ji. Pranzo in ristorante. Rientro a Tokyo. Cena in ristorante. Pernottamento in Hotel.

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16° giorno: mercoledì 4 aprile
TOKYO

Colazione in Hotel. Giornata a disposizione per attività individuali.

Questo viaggio è stato ideato per permettere di ammirare la fioritura dei ciliegi. In base ai dati registrati negli ultimi 10 anni, a Tokyo i primi fiori sbocciano mediamente il 22 marzo e la piena fioritura avviene nella prima settimana di aprile. Abbiamo quindi deciso di trascorrere 4 giornate intere a Tokyo in un bellissimo hotel 5* sia per visitare al meglio una delle più importanti capitali mondiali, mentre solitamente i tour prevedono una sola notte, sia per aumentare le probabilità del nostro “hanami”. Tuttavia alla natura non si comanda e, anche a causa dei cambiamenti climatici, non possiamo ovviamente garantire che il picco della fioritura coinciderà con la nostra permanenza a Tokyo.

Da soli o in compagnia del nostro esperto accompagnatore, potrete recarvi nuovamente a passeggiare nel Parco Ueno, oppure lungo il percorso Chidorigafuchi a ovest del Palazzo Imperiale con la sua splendida fila di alberi in fiore di ciliegio piantati lungo il fossato, che, se attraversato in barca, rende veramente uno spettacolo la fioritura dei ciliegi vista dalla superficie dell’acqua. Un altro bel posto per “hanami” è il più antico e il più affascinante giardino di Tokyo, Koishikawa Korakuen, un tipico giardino della famiglia del Daimyo-Tokugawa del periodo Edo, in cui lo splendido equilibrio fra estetica cinese e giapponese si riflette sul paesaggio che vuole rappresentare gli oceani, i fiumi, le montagne, i campi. Cena in ristorante. Pernottamento in Hotel.

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17° giorno: giovedì 5 aprile
TOKYO – ITALIA

Colazione in Hotel. Trasferimento all’aeroporto di Narita. Partenza con il volo di linea KLM KL 862 alle ore 10:30. Arrivo ad Amsterdam alle ore 15:10. Ripartenza con il volo di linea KLM KL 1659 alle 20:30 e arrivo a Venezia alle 22:15. (Su richiesta il ritorno può essere effettuato su Milano o Roma). Rientro a Padova con pullman riservato.

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20 Marzo 2018|

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