ARCHIVIO VIAGGI REALIZZATI

Forlì e Piero della Francesca

Faenza, Forlì, Bertinoro e Brisighella

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA “PIERO DELLA FRANCESCA – INDAGINE SU UN MITO”

dal 28 al 29 maggio 2016
2 giorni, 1 notte

In pullman da Padova, con accompagnatore Doit Viaggi

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La quota comprende

  • Trasporto in pullman G.T. riservato per tutta la durata del viaggio;

  • 1 pernottamento in camera doppia con servizi privati presso l’Hotel Masini 4* di Forlì con prima colazione;

  • 1 cena e 1 pranzo con menu tipici con acqua, vino, caffè;

  • Tutte le visite guidate come da programma;

  • Gli ingressi previsti nel programma: Mostra “Piero della Francesca”, “Museo della Ceramica”;

  • Accompagnatore Doit Viaggi.

La quota non comprende

  • Assicurazione facoltativa contro l’annullamento: € 20 per persona;

  • Le bevande extra, i pasti non indicati, facchinaggio, gli extra di carattere generale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Itinerario dettagliato

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1° giorno: sabato 28 maggio
PADOVA – FAENZA – FORLÍ  

Ore 07.30: incontro dei signori partecipanti presso il parcheggio della Galleria San Carlo e partenza per Faenza, città di origini etrusco-romane, da secoli nel mondo sinonimo di ceramica. E’ un luogo in cui l’arte ha indissolubilmente legato nella ceramica il nuovo e l’antico, un luogo nel quale l’antica vocazione traspira dalle oltre 60 botteghe nelle quali i ceramisti continuano a produrre opere di inimitabile bellezza. Il percorso di visita comincia dal Museo Internazionale delle Ceramiche (M.I.C.), il più vasto centro internazionale di documentazione sulla ceramica: qui, su oltre 10.000 mq di spazi espositivi, conserva nelle proprie raccolte opere di ogni epoca e di ogni continente: dai manufatti preistorici fino alle opere dei contemporanei più conosciuti come Picasso, Léger, Rouault, Chagall etc.; ospita inoltre laboratori di restauro, laboratori di didattica, archivi fotografici ed una biblioteca specializzata sulla ceramica di oltre 60.000 titoli. Al suo interno, avremo l’opportunità di verificare come la ceramica possa diventare da semplice oggetto di uso quotidiano un oggetto di pregio: dal genere “Iulia Bella”, attraverso la sezione dedicata alle tradizioni delle diverse scuole italiane tra Medioevo e Rinascimento, arriveremo fino alle tradizioni delle culture extra-europee delle civiltà precolombiane e mediorientali. Il centro storico è altresì ben godibile percorrendo le sue ordinate ed eleganti vie: il salotto cittadino accoglie il visitatore in maniera sorprendente dilatandosi su uno spazio che ingloba due piazze, della Libertà e del Popolo, unite e separate dalla maestosa Torre dell’Orologio, affiancata dagli imponenti leoni rampanti della Fontana monumentale seicentesca. Il Duomo, lì accanto, troneggia da una grande scalinata e, nella sua semplice veste di grandioso monumento incompiuto, ci tramanda una storia millenaria: l’antica pieve di Faenza conserva importanti opere di scuola toscana rinascimentale, opere che ci permettono di intuire la straordinaria, secolare apertura della Signoria dei Manfredi verso culture diverse. Proseguimento per Forlì e sistemazione all’Hotel Masini 4*, in posizione privilegiata nel centro storico della città. Tempo a disposizione per il pranzo libero. Alle 15.00, partenza per la visita guidata del centro storico dalla forma irregolare, con i 4 corsi che si irradiano dalla centrale Piazza Saffi. Il sinuoso Corso Diaz, l’elegante Corso Garibaldi, il lungo rettilineo di Corso della Repubblica e l’ampio Corso Mazzini, rivelano ognuno proprie caratteristiche e stili, in un significativo equilibrio strutturale e formale. Di ampio respiro e centralissima, Piazza Saffi rappresenta la sintesi della storia e della cultura della città, con l’alternarsi di epoche e stili architettonici. Al centro della piazza il monumento ad Aurelio Saffi, triumviro durante la Repubblica Romana del 1849. Vi si affaccia la Basilica di San Mercuriale, gioiello architettonico di origini antichissime, riedificata tra il 1176 e il 1181 in stile romanico-lombardo. L’imponente campanile, di tipo lombardo, si alza sulla destra per oltre 72 metri, sormontato da una cuspide conica. Annesso alla chiesa è il quattrocentesco Chiostro rettangolare, appartenente all’ex monastero dei Benedettini Vallombrosiani. Sulla piazza si affacciano anche il Palazzo delle Poste (1931-32); l’imponente Palazzo Comunale, oggi sede del Municipio, il cui nucleo originario, risalente al XI secolo, è stato ampliato fino agli inizi dell’Ottocento e recentemente restaurato; la Torre Civica; il Palazzo del Podestà (1459-’60), singolare per la sua irregolarità d’impianto con archi gotici che poggiano su pilastri con capitelli ornati e Palazzo Albertini (inizi ‘500), riconoscibile per la loggia d’influenza veneziana e la facciata ricca di decorazioni in pietra d’Istria e in cotto. Visitiamo il Duomo (1841) nell’omonima piazza: edificato in luogo di una precedente pieve nel ‘400, fu a sua volta demolito per essere sostituito dall’attuale. In tale occasione fu risparmiata la cappella della Canonica eretta su progetto di Pace Bombace, al cui interno è custodita l’immagine della Madonna del Fuoco, patrona della città. Le visite proseguono ai Musei di San Domenico con la Mostra “Piero della Francesca: indagine su un mito”. L’affascinante rispecchiamento tra critica e arte, tra ricerca storiografica e produzione artistica nell’arco di più di cinque secoli è il tema della mostra Piero della Francesca. Indagine su un mito. Dalla fortuna in vita  _ Luca Pacioli lo aveva definito “il monarca della pittura” _  all’oblio, alla riscoperta. Alcuni dipinti di Piero, scelti per tracciare i termini della sua riscoperta, costituiscono il cuore dell’esposizione. Accanto ad essi figurano in mostra opere dei più grandi artisti del Rinascimento che consentono di definirne la formazione e poi il ruolo sulla pittura successiva: Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Andrea del Castagno, esponenti di punta della pittura post-masaccesca. Gli spostamenti dell’artista tra Modena, Bologna, Rimini, Ferrara e Ancona determinano l’affermarsi di una cultura pierfrancescana nelle opere di artisti emiliani come Marco Zoppo, Francesco del Cossa, Cristoforo da Lendinara, Bartolomeo Bonascia. Ma l’importanza del ruolo di Piero è stata colta anche a Venezia, dove Giovanni Bellini e Antonello da Messina mostrano di essere venuti a conoscenza del suo mondo espressivo. La riscoperta ottocentesca di Piero della Francesca è affidata a importanti testimonianze: dai disegni di Johann Anton Ramboux alle straordinarie copie a grandezza naturale del ciclo di Arezzo eseguite da Charles Loyeux, fino alla fondamentale riscoperta inglese del primo Novecento, legata in particolare a Roger Fry, Duncan Grant e al Gruppo di Bloomsbury, di cui fece parte anche la scrittrice Virginia Woolf. Il fascino degli affreschi di Arezzo sembra avvertirsi nella nuova solidità geometrica e nel ritmo spaziale di Edgar Degas. Un simile percorso di assimilazione lo si ritrova in pittori sperimentali e d’avanguardia come i Macchiaioli. Echi pierfrancescani risuonano in Seurat e Signac, nei percorsi del postimpressionismo, tra gli ultimi bagliori puristi di Puvis de Chavannes, le sperimentazioni metafisiche di Odilon Redon e, soprattutto, le vedute geometriche di Cézanne. Il Novecento è per più aspetti il “secolo di Piero”: per il costante incremento portato allo studio della sua opera, affascinante quanto misteriosa e per la centralità che gli viene riconosciuta nel panorama del Rinascimento italiano. La fortuna novecentesca dell’artista è raccontata confrontando, tra gli altri, gli italiani Guidi, Carrà, Donghi, De Chirico, Casorati, Morandi, Funi, Campigli, Ferrazzi, Sironi con fondamentali artisti stranieri come Balthus e Hopper che hanno consegnato l’eredità di Piero alla piena e universale modernità. Al termine, completiamo la visita del centro storico e ritorniamo in hotel.

Cena al ristorante “Osteria Don Abbondio”, premiato dalla guida Michelin 2015. Rientro in Hotel per il pernottamento.

MENU DELLA CENA

Sformato di squacquerone e salsa di rapa rossa
Polpettine fritte di bovina romagnola con salsa al pomodoro
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Strozzapreti con salsiccia di mora romagnola , scalogno di Romagna e borlotti freschi
Tortelli ripieni di rosolacce con scaglie di parmigiano di bianca 30 mesi
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Stracotto di bovina romagnola al sangiovese con pavè di patate e porri
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Cassata romagnola
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Acqua, vino e caffè.

2° giorno: domenica 29 maggio
FORLÍ – BERTINORO – BRISIGHELLA – PADOVA

Prima colazione in Hotel. Partenza per Bertinoro, tipico esempio di cittadella medievale ricca di mura, torri e case antiche, situata al centro della pianura di Romagna in posizione panoramica, sulle pendici di due colli Monte Cesubeo e Monte Maggio. Bertinoro domina un suggestivo paesaggio la cui vista si estende fino al mare ed è per questo denominata “balcone di Romagna”. In cima al borgo, si trova la rocca millenaria anteriore al secolo X, nella quale soggiornò l’imperatore Federico Barbarossa nel 1177 e dal XVI secolo al 1970 fu sede vescovile. E’ considerata la ‘Città dell’ospitalità’ per la tradizione della Colonna delle Anella, ognuna di esse corrispondente ad una delle antiche famiglie che ospitava il forestiero che legava ad esse il proprio cavallo arrivando in paese. La storia ha dato forma al paese, sviluppatosi ai piedi di un’elegante Rocca facendo nascere una piccola città a misura d’uomo, nota ieri e oggi per i suoi vigneti ed i suoi pregiati vini. Proseguimento alla cantina Fattoria Paradiso e visita guidata alle vigne, alle cantine di produzione ed invecchiamento, al museo del vino e dell’etichetta e al museo della civiltà contadina.

Pranzo all’Agriturismo Fattoria Paradiso. Proseguimento per Brisighella, piacevolissimo borgo arrampicato sui colli. Per cogliere tutta Brisighella basta alzare lo sguardo: troneggiano in alto la Rocca Manfrediana e Veneziana e, al suo fianco, la Torre dell’Orologio, luoghi di presidio e difesa appartenenti ad un lontano passato. La piazza del Comune è godibile dall’alto della via più famosa del centro: Via degli Asini, una sorta di galleria sopraelevata ed irregolare che denuncia un’origine medievale e che consente, ripercorrendo tutta la scalinata che la costeggia, di arrivare fino alla Rocca (godibile solo dall’esterno). A seguire, proseguimento per la visita della bellissima Pieve di San Giovanni in Ottavo, meglio conosciuta come Pieve del Tho. Si incontra poco oltre un chilometro da Brisighella ed è la Pieve più antica sorta nella Valle del Lamone. Le sue origini sono assai remote e la fanno risalire a Galla Placidia, figlia di Teodosio, che l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio dedicato a Giove Ammone. L’epoca della sua costruzione è ignota, probabilmente sorse tra l’VIII e il X secolo. E’ detta “in ottavo” perché collocata all’ottavo miglio della strada romana (Via Faventina) che congiungeva Faenza con l’Etruria. Partenza per il rientro a Padova, previsto verso le ore 19.00.

MENU DEL PRANZO

Spianatine rustiche (alla cipolla,al pomodoro al rosmarino), formaggio, piadina, bruschette al  pomodoro e prosciutto crudo
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Tagliatelle al mattarello al ragù
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La grigliata della tradizione
Patate novelle al timo; Pomodori e verdure di stagione grigliate
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Ciambella e crostatine caserecce con Cagnina

VINI:

Pagadebit DOC Vigna dello Spungone
Sangiovese Superiore DOC Maestri di Vigna Vigna del Molino
Barbarossa Riserva Cru Vigna del Dosso
Albana dolce DOCG Vigna del Viale
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Pane casereccio e piadina; Acqua Minerale; Caffè

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28 Maggio 2016|

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