Ultimi posti disponibili!

  • Dal 5 al 12 giugno 2027

  • 8 giorni, 7 notti

  • Prezzo finito € 1890 + assicurazione

  • Passaporto in corso di validità

  • Accompagnatore dall’Italia

  • Guida locale parlante italiano

  • Pensione completa

  • Transfer da Padova incluso

  • Volo da Venezia, incluso

  • Yerevan, Zvartnots, Echmiadzin, Khor Virap, Areni, Noravank, Goris, Tatev, Karahundj, Noratus, Dilijan, Haghartsin, Lago Sevan, Garni, Geghard

Perché questo tour ti piacerà

«Ecco», dirai, «questo è l’Eufrate dalla fronte cinta di verdi canne, e quello a cui discende lunga la chioma azzurra è il fiume Tigri; ecco questi sono gli Armeni».
Ovidio, Ars amatoria

Un viaggio in Armenia è, prima di tutto, un viaggio nel tempo: nella memoria del Cristianesimo delle origini, nei monasteri arroccati sulle gole e sugli altipiani, nelle pietre scolpite che per secoli hanno custodito lingua, fede e identità di un popolo circondato da imperi più grandi di lui. È un itinerario tra grandi complessi monastici – veri centri di spiritualità ma anche di scrittura, traduzione e resistenza culturale – e musei che raccontano la storia recente, le ferite del genocidio, il lungo rapporto con il mondo sovietico, la faticosa riconquista dell’indipendenza.

L’Armenia è un paese piccolo, all’incirca quanto la Sicilia, disteso tra le montagne del Caucaso meridionale, fra Mar Nero e Mar Caspio. Si sviluppa su un altopiano compreso tra i 1.500 e i 2.000 metri di altitudine, circondato da una corona di vulcani spenti che superano i 4.000 metri: un paesaggio severo e insieme luminoso, fatto di vallate ripide, montagne laviche apparentemente nude e, all’improvviso, pascoli dove ancora vivono capre selvatiche, mufloni, stambecchi anatolici e camosci. A interrompere la trama di pietra e altipiani, una grande distesa d’acqua: il lago Sevan, quattro volte più esteso del Garda, riserva d’acqua dolce e vero mare interno dell’Armenia.

Su questo territorio aspro e bellissimo si sono sovrapposte, nei secoli, civiltà e poteri diversi, lasciando tracce ancora oggi leggibili nel paesaggio e nell’architettura. Si comincia con il regno di Urartu, nel IX secolo a.C., poi l’arrivo dei Persiani, dei Greci, quindi dei Romani, che giunsero a conquistare un grande regno armeno esteso fino al Mediterraneo. La svolta decisiva arriva nel 301 d.C.: con la predicazione di San Gregorio l’Illuminatore e la conversione del re Tiridate III, l’Armenia diventa il primo Stato al mondo ad adottare ufficialmente il Cristianesimo. Da allora, è un’isola di chiese e campanili in un Medio Oriente che, nel tempo, diverrà prevalentemente islamico: monasteri e skriptorium come baluardi di fede ma anche di conoscenza.

Poi ancora altri dominatori e altre frontiere: Arabi, Bizantini, Selgiuchidi, Mongoli e Tartari, fino all’annessione, in epoche diverse, ai grandi vicini Persiani e soprattutto Turchi. Con questi ultimi, quattro secoli di convivenza difficile, segnata da profonde differenze etniche e religiose, preludono alla tragedia del genocidio del 1915–1918 e alle grandi diaspore che spingeranno milioni di armeni verso l’Europa, la Russia, il Medio Oriente, le Americhe. Oggi la Repubblica d’Armenia è indipendente dal 1991, dopo settant’anni di dominazione sovietica: un paese relativamente poco popolato, con poco più di tre milioni di abitanti entro i confini attuali, a fronte di una diaspora di circa 6–7 milioni di persone sparse nel mondo.

L’Armenia contemporanea non coincide più con quella che fu la Grande Armenia: vaste regioni oggi appartengono alla Turchia orientale, alla Georgia, all’Iran. Persino il monte Ararat, la montagna di Noè e simbolo assoluto dell’immaginario armeno, si trova oggi al di là del confine, in territorio turco: presenza costante sulla linea d’orizzonte di Yerevan, e insieme ferita geografica e memoria viva.

In questo contesto, il nostro itinerario DOIT VIAGGI diventa un filo narrativo che tiene insieme tutto: i grandi monasteri che hanno fondato la spiritualità monastica, i musei e i luoghi della memoria che raccontano la storia moderna, i villaggi rurali dove la vita segue ancora il ritmo antico delle stagioni, e una capitale in trasformazione, Yerevan, capace di coniugare architettura sovietica, palazzi moderni e una sorprendente vitalità culturale. Un viaggio colto e appassionato, per chi desidera non solo “vedere” l’Armenia, ma cominciare davvero a comprenderla.

Itinerario

Yerevan
Zvartnots
Echmiadzin
Yerevan
Khor Virap
Noravank
Areni
Goris
Tatev
Karahundj
Selim
Noratus
Dilijan
Haghartsin
Lago Sevan
Yerevan
Geghard
Garni
Yerevan

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Ritrovo dei partecipanti presso la nostra sede di Padova e trasferimento per l’aeroporto di Venezia Marco Polo, in tempo utile per il disbrigo delle formalità di imbarco.

Partenza con volo di linea Austrian Airlines OS548 alle ore 19:20 con arrivo a Vienna previsto alle ore 20:15. Proseguimento in tarda serata per Yerevan con volo Austrian Airlines OS911 in partenza alle 22:35.

Nota: la combinazione Austrian Airlines prevista per questo viaggio comporta arrivo e ripartenza da Yerevan in fascia notturna.

Arrivo a Yerevan alle 03:55. Disbrigo delle formalità d’ingresso e trasferimento all’Hotel Tufenkian Historic 4*, situato in posizione comoda per esplorare la città. Check-in immediato e tempo a disposizione per riposare dopo il viaggio notturno.

Dopo la colazione e un adeguato riposo, in mattinata partiamo per la visita guidata della vivace capitale armena, dove una civiltà plurimillenaria e il tessuto delle antiche tradizioni si intrecciano con l’eredità sovietica e la vitalità della città contemporanea. L’area è abitata fin dalla preistoria e la nascita storicamente documentata di Erebuni, nucleo originario di Yerevan, risale al 782 a.C., quando il re Argishti I di Urartu fece edificare una fortezza sul colle di Arin Berd.

Cominciamo da Piazza della Repubblica, cuore scenografico della capitale, progettata negli anni Venti del Novecento dall’architetto Alexander Tamanian. Gli edifici in tufo rosa e crema – il Palazzo del Governo, l’hotel storico, il Museo di Storia e la Galleria Nazionale – disegnano un’ampia ellisse di pietra che al tramonto si accende di sfumature calde, tanto da valere a Yerevan il soprannome di “città rosa”.

Proseguiamo verso il complesso delle Cascate di Yerevan (Cascade Complex), monumento avviato in epoca sovietica e trasformato, dopo lunghi restauri, in un grande spazio urbano terrazzato, oggi sede del Cafesjian Center for the Arts. Una successione di giardini, vasche e fontane accompagna la scenografica scalinata che risale la collina: a ogni livello, scorci diversi sulla città e installazioni di arte contemporanea. Alla base del complesso si incontra il famoso “Gatto” di Fernando Botero, mentre lungo il percorso si susseguono sculture monumentali di artisti internazionali: un vero museo a cielo aperto.

Proseguendo verso la parte alta della città raggiungiamo il Parco della Vittoria, uno dei grandi polmoni verdi di Yerevan, dove svetta la monumentale statua di Madre Armenia, che domina la città con il profilo severo e lo sguardo rivolto verso il monte Ararat. Ai suoi piedi sono esposti mezzi militari dell’epoca sovietica, tra cui un carro armato T-34, memoria concreta della Seconda guerra mondiale. Da questo belvedere la vista abbraccia l’intera capitale e, nelle giornate limpide, la sagoma innevata dell’Ararat.

Ridiscendiamo verso il centro passando davanti al Teatro dell’Opera e alla Piazza della Libertà, luogo d’incontro amatissimo dagli abitanti di Yerevan, circondato da giardini e caffè all’aperto, dove si percepisce il volto più moderno e cosmopolita della città.

Prima del pranzo ci spostiamo sulla collina di Tsitsernakaberd per la visita al Memoriale e Museo del Genocidio Armeno, dedicato alla memoria delle vittime del genocidio iniziato nel 1915. Il complesso monumentale, progettato negli anni Sessanta, è composto da un’alta stele simbolica e da un cerchio di lastre inclinate che custodiscono una fiamma eterna. Il museo, scavato in parte nella collina, ripercorre con documenti, fotografie e testimonianze uno dei capitoli più dolorosi della storia armena. Nel parco che circonda il memoriale, nel 2001 papa Giovanni Paolo II piantò un albero in segno di memoria e riconciliazione. Al termine, pranzo in ristorante.

Dopo il pranzo, visitiamo il Museo Storico dell’Armenia, che ospita circa 400.000 reperti e ripercorre l’intera storia del Paese, dal Paleolitico all’età contemporanea. Nelle sue sale archeologiche spiccano la ceramica urartiana, i reperti delle antiche città-fortezza e, in particolare, la celebre scarpa in cuoio di Areni, considerata la più antica calzatura in pelle finora rinvenuta al mondo (oltre 5.500 anni). È un oggetto minuscolo e allo stesso tempo potentissimo: racconta di una quotidianità remota che continua a parlarci in modo sorprendentemente diretto.

Rientrando verso il centro, concludiamo la giornata con un po’ di tempo libero al mercatino dell’antiquariato Vernissage, il grande bazar all’aperto dove, tra bancarelle di tappeti, gioielli in argento, oggetti di rame martellato, quadri naïf e vecchie stampe sovietiche, si può respirare l’anima artigiana di Yerevan e, se lo si desidera, acquistare qualche oggetto d’arte o di artigianato locale come ricordo del viaggio. Cena di benvenuto in ristorante tradizionale e rientro in hotel per il pernottamento.

Colazione in hotel. In mattinata partenza per la visita del complesso di Zvartnots, straordinario capolavoro dell’architettura religiosa armena del VII secolo, oggi inserito tra i siti del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Qui, nella pianura a ovest di Yerevan, si conservano i resti della grande cattedrale voluta dal Catholicos Nerses III detto “il Costruttore”: un audace edificio a pianta centrale, probabilmente sviluppato su più livelli, che le fonti ricordano come il “Tempio degli Angeli Vigilanti”. Le possenti basi delle colonne, i frammenti scolpiti e i rilievi ancora visibili permettono di intuire l’antico splendore della struttura, crollata nel corso del Medioevo ma ancora oggi capace di evocare, con lo sfondo del monte Ararat, una delle stagioni più alte dell’architettura armena altomedievale.

Proseguimento per Echmiadzin, spesso definita il “Vaticano armeno”: capitale religiosa e spirituale del Paese e sede del Catholicos di tutti gli Armeni, capo supremo della Chiesa apostolica armena. Il toponimo Echmiadzin significa letteralmente “è disceso l’Unigenito” e rimanda alla visione di san Gregorio l’Illuminatore, che avrebbe visto il Cristo indicare il luogo esatto dove edificare il tempio principale della nuova fede.

Visita della Cattedrale di Echmiadzin, anch’essa Patrimonio UNESCO, considerata il più antico santuario cristiano dell’Armenia. Le sue origini risalgono, secondo la tradizione, agli anni 301–303 d.C., quando san Gregorio l’Illuminatore fece erigere qui una prima chiesa sul luogo di un preesistente edificio di culto. La cattedrale attuale è il risultato di numerose ricostruzioni e trasformazioni succedutesi nei secoli e conserva elementi di epoche diverse, con cupola centrale, apparati decorativi, affreschi e khachkar, le caratteristiche croci di pietra finemente scolpite.

Si prosegue con la visita della chiesa di Santa Ripsima (Hripsime), una delle massime espressioni dell’architettura ecclesiastica armena tardoantica. La chiesa, risalente al VII secolo, sorge sul luogo del martirio della santa e colpisce per l’equilibrio delle proporzioni, la purezza delle linee e la compatta volumetria in tufo, che ne fa un modello di riferimento per gran parte delle costruzioni sacre successive.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Yerevan e visita alla rinomata distilleria Ararat Brandy, storica maison fondata nel 1887, vera istituzione nel panorama enologico caucasico. La visita del museo permette di ripercorrere la nascita e l’evoluzione del brandy armeno: dalle prime sperimentazioni ottocentesche alle medaglie internazionali, fino al legame con la cultura russa e sovietica, dove una bottiglia di Ararat rappresentava, nei giorni di festa, un segno di prestigio e ospitalità. Il brandy armeno nasce da uve coltivate nella valle dell’Ararat, distillate e poi affinate in botti di rovere del Caucaso che conferiscono al distillato il suo caratteristico colore ambrato e il gusto caldo, morbido, con note di frutta secca e spezie. Degustazione di pregiati brandy armeni.

In serata, cena tradizionale armena presso la casa-museo della celebre pittrice ed etnografa contemporanea Lusik Aguletsi, artista che ha dedicato la propria opera alla memoria delle donne armene e della cultura contadina. L’antica abitazione, trasformata dai suoi eredi in un piccolo museo e in un accogliente art-café, è un luogo caldo e raccolto, dove si respira l’atmosfera delle case armene di un tempo.

Tra arredi d’epoca e oggetti di uso quotidiano, sono esposti mobili e decorazioni antiche, costumi e gioielli tradizionali, cinture ricamate, tappeti, copricapi e borse, tutti elementi che testimoniano la ricchezza dell’arte tessile e dell’artigianato locale. La cena, servita in questo contesto intimo e suggestivo, permette di gustare piatti tipici preparati secondo ricette di famiglia, accompagnati da racconti, aneddoti e frammenti di memoria. Al termine, rientro in hotel e pernottamento.

Prima colazione. Partenza verso sud, lungo la piana dell’Ararat, per la visita del Monastero di Khor Virap (“pozzo profondo”), uno dei luoghi più emblematici dell’Armenia cristiana, situato a circa 45 km da Yerevan. Il complesso sorge su un’altura a ridosso del confine con la Turchia e offre una delle vedute più celebri del Paese: il profilo nitido del Monte Ararat, montagna simbolo del popolo armeno, oggi oltre la frontiera ma costantemente presente nell’immaginario nazionale.

Proseguimento verso sud-est lungo gole rocciose e villaggi di pietra, in direzione del Monastero di Noravank (“monastero nuovo”), importante centro religioso e culturale a partire dal XII secolo, isolato in una cornice spettacolare di falesie rosse.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio, visita della grotta rupestre di Areni, importante sito archeologico dove sono stati rinvenuti manufatti preistorici risalenti a un periodo compreso tra l’Eneolitico e l’Età del Bronzo. Qui sono stati scoperti alcuni reperti eccezionali: la più antica scarpa di cuoio finora conosciuta, datata a circa il 3500 a.C., una gonna di paglia di oltre 5.000 anni fa e una vera e propria cantina per il vino di circa 6.100 anni, con presse, contenitori e tracce di vinificazione che testimoniano una tradizione enologica antichissima.

Secondo la tradizione locale, dopo aver condotto l’Arca sul Monte Ararat, Noè avrebbe piantato proprio in queste valli le prime vigne. Areni è anche il nome di un vitigno autoctono a bacca rossa, oggi tra i simboli della viticoltura armena e particolarmente legato agli altipiani del Vayots Dzor. In questa regione la produzione del vino non è soltanto un’attività contemporanea, ma si inserisce in una storia documentata da ritrovamenti archeologici di eccezionale antichità.

Segue visita all’Old Bridge Winery, cantina tradizionale a conduzione familiare situata a Yeghegnadzor, nel cuore del Vayots Dzor. Qui avremo modo di conoscere da vicino il lavoro dei produttori locali e degustare alcuni vini armeni selezionati, abbinati a formaggi di capra e miele, in un incontro piacevole tra storia, paesaggio e cultura del vino.

Proseguiamo quindi verso sud fino a Goris, piccola cittadina della provincia di Syunik, incastonata tra morbide colline verdi e montagne rocciose, nota per le sue case tradizionali in pietra e per i profili singolari delle formazioni rocciose che la circondano. Sistemazione all’Hotel BMG 4*, cena e pernottamento in hotel.

Prima colazione. Partenza verso il Monastero di Tatev, uno dei luoghi simbolo dell’Armenia cristiana. Importante centro religioso e culturale fin dal Medioevo (IX secolo), Tatev sorge in posizione spettacolare su un’altura basaltica che domina la profonda gola del fiume Vorotan: un promontorio roccioso che si affaccia sul vuoto, circondato da montagne e pendii terrazzati, dove il paesaggio sembra aprirsi all’infinito.

La visita al monastero è resa possibile dalla funivia “Le Ali di Tatev” (Wings of Tatev), inaugurata nel 2010 e riconosciuta dal Guinness dei Primati per la più lunga funivia aerea a doppia via senza fermate intermedie: 5.752 metri sospesi sopra la gola del Vorotan, con scorci spettacolari su canyon, campi coltivati e villaggi arroccati. All’arrivo, il complesso monastico si presenta come una cittadella fortificata, con chiese in pietra chiara, cortili silenziosi e antiche costruzioni legate alla vita quotidiana dei monaci, in un contesto naturale di rara suggestione.

Si riprende il viaggio in direzione nord, verso l’area del Lago Sevan, con una prima sosta al sito archeologico di Karahundj, o Zorats Karer, spesso indicato come lo “Stonehenge armeno”. È un enigmatico complesso megalitico e funerario formato da oltre duecento pietre disposte sul crinale di una collina. La datazione delle diverse fasi del sito e la sua funzione sono ancora oggetto di studio; alcuni blocchi presentano caratteristici fori circolari che hanno alimentato l’ipotesi – suggestiva ma non unanimemente accettata – di un possibile utilizzo astronomico. Da qui lo sguardo abbraccia un vasto paesaggio di altopiani, steppe e montagne.

Pranzo in ristorante.

Proseguendo lungo una strada panoramica che si snoda tra montagne aspre e gole spettacolari, si passerà vicino al Caravanserraglio di Selim (non si può visitare perché in restauro). Costruito nel 1332 lungo una delle antiche vie carovaniere che collegavano la Persia al Caucaso e ai mercati occidentali, è un edificio di dimensioni relativamente contenute ma tra i caravanserragli medievali meglio conservati dell’Armenia. All’esterno appare severo, in pietra scura, perfettamente integrato nel paesaggio montano.

Si prosegue quindi verso il cimitero di Noratus, uno dei luoghi più suggestivi e commoventi del Paese. Su un ampio prato non lontano dalle sponde del Lago Sevan sono disseminate centinaia di khachkar, le tipiche “croci di pietra” armene: stele scolpite che uniscono la croce cristiana a motivi geometrici, vitigni, rosette e intrecci vegetali. Il cimitero ospita circa 800 khachkar di diverse tipologie e stili, realizzati tra il IX e il XVII secolo: un museo a cielo aperto che racconta, pietra dopo pietra, la storia della fede e dell’identità armena. Passeggiando tra le stele, alcune consunte dal tempo, altre ancora dai contorni nitidi, si percepisce il legame profondo tra memoria, paesaggio e spiritualità.

In serata arrivo a Dilijan, caratteristica cittadina montana situata a nord del Lago Sevan, circondata da boschi fitti e dolci rilievi, tanto da essere chiamata dagli armeni “la Piccola Svizzera”. Le case tradizionali in legno, le strade tranquille e la luce morbida che filtra tra gli alberi restituiscono un’atmosfera di villeggiatura d’altri tempi. Sistemazione all’Hotel Dili Town Resort and Spa 4*. Cena e pernottamento in hotel.

Prima colazione. Al mattino lasciamo Dilijan, la “piccola Svizzera d’Armenia”, per addentrarci nel cuore verde del Parco Nazionale: una valle boscosa dove, quasi nascosto tra faggi e querce, si rivela il Monastero di Haghartsin, fra i complessi monastici più suggestivi del Paese. Sviluppatosi tra il X e il XIII secolo e ampliato in più fasi, Haghartsin appare come un piccolo villaggio di pietra chiara: chiese compatte, gavit – il nartece tipico armeno –, resti di edifici di servizio e una costellazione di khachkar finemente scolpiti disseminati tutt’intorno.

La facciata color avorio delle chiese – in particolare quella dedicata a Surb Astvatsatsin (Santa Madre di Dio) – risalta contro il verde intenso del bosco, creando un contrasto quasi irreale. Il nome stesso del complesso, Haghartsin, significa “aquila svettante”: secondo la leggenda, il giorno della consacrazione del monastero un’aquila avrebbe volteggiato sopra la cupola, come un presagio di protezione. Il silenzio del sito, rotto solo dal fruscio degli alberi e dal canto degli uccelli, rende la visita una vera immersione in un cristianesimo antico e appartato, lontano dalle rotte più battute.

Pranzo in ristorante in corso di escursione. Al termine della visita, proseguiamo in direzione sud fino a raggiungere il Lago Sevan, la “perla dell’Armenia”. Situato a circa 1.900 metri di altitudine, è il più vasto bacino d’acqua dolce d’alta quota del Caucaso e uno dei più grandi laghi montani al mondo, con una superficie di circa 1.240 km². Le sue acque possono cambiare colore nel corso della giornata – dal turchese lattiginoso al blu profondo – a seconda della luce e del vento.

Sulle alture della penisola che un tempo era un’isola sorge il monastero di Sevanavank, fondato nel IX secolo e per secoli rifugio per i monaci in cerca di isolamento. Le piccole chiese in tufo scuro, dai volumi essenziali, si stagliano contro il lago e le montagne sullo sfondo: un’immagine che è diventata una sorta di icona dell’Armenia. La pietra scabra delle murature, le croci incise e le iscrizioni in alfabeto armeno raccontano una lunga storia di fede e resistenza in un paesaggio aperto e luminoso.

Dopo la visita ci attende una rilassante crociera sul lago Sevan: un breve tempo sospeso, cullati dall’acqua, per osservare la costa da una prospettiva diversa e lasciarsi avvolgere dalla luce cristallina dell’altopiano.

Nel pomeriggio rientriamo verso Yerevan, attraversando ancora una volta l’altopiano armeno, tra pascoli, villaggi e montagne che sfumano all’orizzonte. All’arrivo sistemazione presso l’Hotel Tufenkian Historic 4*. In serata, cena in ristorante tradizionale con musica folcloristica dal vivo: un’occasione per assaggiare altre specialità della cucina armena e ascoltare canti e melodie che, da secoli, accompagnano feste, matrimoni e momenti

Prima colazione. Iniziamo la giornata con un breve trasferimento al vicino villaggio di Arinj, alle porte di Yerevan, per la visita di uno dei luoghi più sorprendenti dell’intero viaggio: Levon’s Divine Underground, un incredibile tempio sotterraneo interamente scavato a mano nella roccia da un abitante del posto.

Al termine, proseguiamo in pullman verso l’area di Geghard e della spettacolare gola del fiume Azat, per poi proseguire verso Garni, nella stessa vallata.

A Garni saremo ospiti in una casa locale, dove assisteremo alla preparazione del lavash, il pane nazionale armeno, sottile e morbido, cotto nel tradizionale forno sotterraneo tonir. Vedremo come l’impasto viene steso a mano e fatto aderire alle pareti roventi del forno, prima di essere staccato e servito ancora caldo, spesso accompagnato da erbe fresche, formaggi e verdure. Il pranzo, servito con piatti tipici, sarà l’occasione per gustare sapori semplici e genuini della cucina contadina armena.

Nel pomeriggio rientriamo a Yerevan per un’ultima, importante visita culturale.

Al termine delle visite, rientro in hotel. Cena di arrivederci in ristorante. Pernottamento in hotel.

Trasferimento riservato all’aeroporto di Yerevan in tempo utile per il volo Austrian Airlines OS912 in partenza alle ore 04:45 e diretto a Vienna, con arrivo previsto alle ore 06:30. Proseguimento del viaggio con volo in coincidenza OS541 delle ore 09:10 e atterraggio all’aeroporto di Venezia Marco Polo alle ore 10:15. All’arrivo, trasferimento riservato a Padova.

Quote

Quota base

€1890

Supplemento singola

€360
  • Ass. annullamento in camera doppia: € 135

  • Ass. annullamento in camera singola: € 175

Eventuali adeguamenti valutari e/o delle tasse aeroportuali potranno essere applicati 20 giorni prima della partenza. L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dal Contratto di Viaggio.

Domande frequenti

Sull’itinerario

Sì, questo tour prevede guide locali parlanti italiano.

Sì, questo viaggio prevede un transfer in pullman privato da Padova all’aeroporto di Venezia, sia all’andata che al ritorno, incluso nel prezzo. 

Sì, questo viaggio prevede un accompagnatore dall’Italia che seguirà il gruppo fin dalla partenza.

Sì, tutti i nostri viaggi di gruppo includono i voli di andata e ritorno, compresi di tasse aeroportuali.

Il viaggio è in trattamento di pensione completa. Le bevande non sono comprese ai pasti.

Sì, all’interno del contratto di viaggio c’è un’apposita sezione dedicata proprio alla eventuale richiesta di pasti particolari. Segnalaci le tue preferenze, allergie o intolleranze e provvediamo a farlo presente al nostro corrispondente in loco. Tuttavia è necessario sottolineare che le diete non possono essere mai garantite. In caso di intolleranze alimentari gravi, ricordiamo che non possiamo garantire un ambiente totalmente sterile.

Sull’organizzazione

Per questo viaggio è sufficiente il passaporto in corso di validità.

All’atto della conferma richiediamo un acconto pari al 30% della quota di partecipazione, oltre al costo della polizza annullamento.
Il saldo deve essere versato 40 giorni prima della partenza. Nel caso in cui la prenotazione avvenga entro i 40 giorni prima della partenza richiediamo il saldo totale del viaggio.

Il gruppo sarà composto da massimo 25 partecipanti.

La polizza OBBLIGATORIA di annullamento viaggio, stipulata con EUROP ASSISTANCE, rimborsa la penale di annullamento del viaggio in caso di malattia/infortunio sia del partecipante, che di un suo familiare/contitolare, comprese le malattie preesistenti, cioè le riacutizzazioni imprevedibili di patologie croniche. Le altre cause di annullamento comprese in garanzia sono: danni gravi all’abitazione/luogo di lavoro, revoca delle ferie per licenziamento o nuova assunzione, citazione in tribunale, impossibilità di raggiungere il luogo di partenza per calamità naturale, positività da Covid-19.

Per maggiori informazioni consultare le condizioni dell’assicurazione a questa pagina.

L’assicurazione medica prevede un massimale per spese mediche in viaggio di € 1.000.000.

Certo, possiamo darti una mano a trovarti un compagno di stanza dello stesso sesso. Se dovesse presentarsi un’altra persona aperta alla possibilità, ti avvertiremo e, previo permesso, vi metteremo in contatto così che possiate conoscervi immediatamente. Se andate d’accordo ed acconsentite entrambi, vi iscriveremo al nostro viaggio di gruppo nella stessa camera.
E’ importante ricordare che noi non possiamo garantire di trovare un compagno di stanza, in quanto gli abbinamenti sono possibili solo qualora si presentino persone interessate.

Dettagli

Riguardo all’Armenia…

Informazioni utili

L’Armenia utilizza il fuso orario GMT+4 per tutto l’anno e non adotta l’ora legale. Rispetto all’Italia la differenza è generalmente di +2 ore durante l’ora legale italiana e di +3 ore nei mesi invernali. Tutto il territorio nazionale, compresa la capitale Yerevan, segue lo stesso orario ufficiale.

La corrente elettrica è a 230 Volt con frequenza di 50 Hz, compatibile con gli apparecchi italiani. Le prese utilizzate sono principalmente di tipo C e F, comuni anche in molti paesi europei.

Lettera decorativa C per elementi grafici del sito Lettera decorativa F per elementi grafici del sito

Per la maggior parte dei dispositivi italiani non è quindi necessario un adattatore, anche se può essere utile portarne uno universale per sicurezza.

La lingua ufficiale è l’armeno, caratterizzato da un proprio alfabeto. Il russo è ancora ampiamente conosciuto, soprattutto dalle generazioni adulte, mentre l’inglese è sempre più diffuso tra i giovani e nel settore turistico. Negli hotel, nei ristoranti e nelle principali attrazioni di Yerevan è generalmente possibile comunicare in inglese, mentre nelle zone rurali la conoscenza delle lingue straniere può essere più limitata.

Non sono generalmente previste vaccinazioni obbligatorie per i viaggiatori provenienti dall’Italia.

Il prefisso internazionale dell’Armenia è +374. Per chiamare dall’Italia occorre digitare 00374 seguito dal numero armeno senza lo zero iniziale del prefisso. La copertura mobile è generalmente buona nelle città e lungo le principali direttrici stradali, mentre può diminuire nelle zone montuose più remote. Il roaming internazionale è disponibile, ma può essere costoso; per soggiorni più lunghi può risultare conveniente acquistare una SIM o eSIM locale.

In Cina non funzionano le app occidentali, quali Google, Instagram, Facebook e Whatsapp: è molto più diffusa l’equivalente applicazione di messaggistica e chiamate We Chat.

Per poter utilizzare WhatsApp e tutte le altre applicazioni occidentali in Cina, ci sono 3 opzioni:

  • Usare l’APP VPN Super Unlimited Proxy (disponibile sia per Android che per Apple) per poter utilizzare le applicazioni occidentali incluso Whatsapp. Con questa soluzione potrete utilizzare tutte le vostre app gratuitamente quando avrete una connessione Wi-Fi (presente in tutti gli hotel/ristoranti). L’APP VPN va installata in Italia prima di partire. Con il VPN, per accedere a WhatsApp, Gmail, Google Maps o Facebook, basterà:
    • Avere una connessione internet attiva in Cina tramite Wi-Fi
    • aprire l’app VPN Super Unlimited Proxy
    • attivare la connessione impostando un Paese europeo ad esempio Austria / Svizzera
    • usare le app come d’abitudine
  • Per essere sempre connessi a Internet, è possibile acquistare in loco una scheda SIM con VPN al costo di circa 30 euro, con inclusi 10G di traffico dati della durata di 15 giorni. La scheda è fisica ed andrà sostituita alla vostra scheda nel cellulare.
  • La terza alternativa è l’acquisto on line in Italia di una E-SIM (consigliata Holafly) con dati e VPN integrati. Con questa soluzione, in Cina sarete sempre connessi e potrete sempre utilizzare le vostre APP. L’e-sim va acquistata ed installata in Italia ed attivata una volta arrivati in Cina.

Vi consigliamo di scaricare anche We-Chat.

La cucina armena combina tradizioni caucasiche, mediterranee e mediorientali. Tra le specialità più conosciute vi sono il khorovats, carne cotta alla griglia, il dolma, preparato con foglie di vite ripiene, e il lavash, il tradizionale pane sottile armeno. Molto utilizzati anche verdure, erbe aromatiche, formaggi, frutta secca e melograno. Particolarmente importante è la tradizione vinicola, legata a una delle più antiche culture del vino conosciute.

L’acqua del rubinetto a Yerevan e in molte località dell’Armenia è generalmente considerata potabile. Il paese dispone inoltre di numerose sorgenti naturali e nelle città sono comuni le fontanelle pubbliche, chiamate pulpulak. Nelle aree rurali più remote è comunque prudente verificare la provenienza dell’acqua e, in caso di dubbi, scegliere acqua in bottiglia sigillata. Durante trekking ed escursioni è sconsigliato bere direttamente da corsi d’acqua o sorgenti non controllate.

La valuta ufficiale è il Dram Armeno (AMD). Banconote e monete sono utilizzate normalmente per le spese quotidiane. Gli ATM sono molto diffusi a Yerevan e nei principali centri urbani, mentre possono essere meno frequenti nelle zone rurali. Euro e dollari possono essere cambiati facilmente presso banche e uffici di cambio autorizzati.

Le carte di credito e debito internazionali, soprattutto Visa e Mastercard, sono ampiamente accettate a Yerevan e nelle principali località turistiche, in particolare presso hotel, ristoranti, supermercati e negozi. Nei mercati, nei piccoli esercizi e nelle zone rurali è invece consigliabile utilizzare contanti. È quindi utile avere sempre una certa quantità di Dram, preferibilmente anche in banconote di piccolo taglio.

Le mance non sono obbligatorie, ma sono ormai abbastanza diffuse nel settore turistico. Nei ristoranti è possibile lasciare circa il 5-10% del conto per un buon servizio, verificando prima che non sia già prevista una voce dedicata. Guide, autisti e personale alberghiero apprezzano generalmente una piccola gratificazione al termine del servizio.

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Dicono di Noi…
Testimonianze

Le opinioni e le esperienze di chi ha già provato i nostri viaggi di gruppo.

Avevamo cercato per mesi, senza trovarlo, un programma di viaggio per l’Australia che ci soddisfacesse, prima di imbatterci online sull’offerta di DOIT, sicuramente la più bella e completa che potessimo desiderare.

E il viaggio ha risposto in pieno alle aspettative… L’organizzazione è stata impeccabile, cosa non banale, visto il numero di trasferimenti, inclusi ben 6 voli interni, e il programma è stato pienamente rispettato. Altre note positive: ottimo trattamento alberghiero, un gran numero di interessanti attività comprese nella quota, e, last but not least, un’accompagnatrice, Bianca, competente, disponibile, sempre presente e mai invadente. Volendo proprio trovare un neo, forse l’escursione nel Kakadu potrebbe essere ripensata, in modo da diluire su due giorni, se possibile, il lungo trasferimento in bus..
Davvero un viaggio fantastico!

Evidentemente questo Giappone ha lasciato il segno!

Non ci crederete, ma stanotte, per quel poco che ho dormito, ho sognato un viale di ciliegi (rosa) e noi due ci passeggiavamo sotto seguendo una lunga fila di persone. Evidentemente questo Giappone ha lasciato il segno!
Yoko ha sempre detto che il nostro è stato un gruppo fortunato… parole sante! vivere e condividere tante esperienze non è mai scontato … a noi è successo!
Grazie a tutti: a Bianca, a Yoko, all’organizzazione e a voi simpatici compagni per aver reso questo Hanami Tour un’avventura indimenticabile!
Laura e Giuliano

Al rientro dal Tour della Cina vogliamo esprimere il nostro elogio per l’organizzazione e la gestione di questo viaggio, fra storia modernità e tradizione, che non ha disatteso le nostre aspettative.

Ottima la scelta delle guide, sia generale (onnipresente, e veramente brava) che locali, degli hotels e dei ristoranti.
Un grazie particolare a Susanna, che con la sua competenza, professionalità disponibilità e simpatia, ha dato un valore aggiunto al tour.
Per noi un’altra esperienza positiva con DOIT, che ripeteremo volentieri in una prossima occasione.
Sergio e Elena

25+

Anni di esperienza

18.000+

Clienti felici

1.200+

Viaggi organizzati

22.000+

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